"Campo da calcio vietato ai profughi di Conetta, pioggia di squalifiche per i dirigenti"

Il fatto risale a gennaio 2017. Un caso di sospetta meningite aveva fatto partire la rivolta dei genitori, poi la decisione di vietare il campo ai richiedenti asilo tesserati dalla Pegolotte

Il campo della Pegolotte

Il fatto risale al gennaio del 2017, quando i dirigenti della Pegolotte avevano vietato, di fatto, l'accesso al campo sportivo Don Mario Zanin ai profughi ospitati nel campo profughi di Conetta e tesserati dalla squadra. Come riporta il Gazzettino a fare pressione sulla società sarebbero stati i genitori dei giovani calciatori, poiché temevano il rischio di contagio per i propri figli, dopo che si era parlato di un possibile - poi smentito - caso di meningite nell'hub. Ora il tribunale territoriale della Federcalcio avrebbe inflitto squalifiche a 14 dirigenti, per un totale di 34 mesi durante i quali non potranno svolgere alcun tipo di attività in ambito calcistico.

Mano pesante del giudice

Nononstante gli imputati si fossero impegnati ad organizzare degli incontri di confronto sul tema dell'accoglienza tra comunità e ospiti dell'ex base militare, la mano del giudice sarebbe stata, come prevedibile, pesante. La Procura avrebbe deferito tutti i dirigenti della società, a partire dal presidente, per aver tenuto un comportamento discriminatorio nei confronti di alcuni giocatori extracomunitari tesserati per la società, venendo meno alla probità in ambito sportivo. Oltre alle squalifiche, alla società sarebbe stata inflitta un'ammenda 400 euro per responsabilità concorrente, diretta ed oggettiva.

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