Albergatori pronti a prolungare la stagione estiva fino a ottobre

Si tratta di un modo per recuperare le prenotazioni perse in primavera. Lo conferma una ricerca di Confcommercio, che ha fornito i questionari agli operatori del settore

Santuario di Caorle

La stagione estiva 2020 non sarà facile per il comparto ricettivo balneare. Gli effetti dell'epidemia hanno colpito duramente il settore turismo, ma a Caorle gli operatori si stanno comunque rimboccando le maniche per farsi trovare pronti in vista della "fase 2”. Questo è quanto emerge dalle risposte degli albergatori ai questionari forniti in via telematica da Confcommercio, per fotografare la situazione delle aziende ai nastri di partenza di una stagione che si aprirà, per forza di cose, all'insegno della speranza.

Aperture fino a ottobre?

Se è vero che ci sono state una contrazione nel numero di prenotazioni rispetto agli anni precedenti e diverse cancellazioni, le prenotazioni stanno cominciando ad arrivare, in particolare per luglio e agosto, ma con numeri anche a giugno, settembre ed ottobre. «Sarà una stagione con una partenza "a rilento”, - spiegano da Confcommercio - ma il segnale positivo dalle imprese alberghiere arriva dalla disponibilità a mantenere le strutture aperte anche in ottobre». Potrebbe essere, meteo permettendo, una stagione che si prolungherà un po' di più rispetto al consueto per cercare di recuperare, almeno in parte, le presenze turistiche perdute in primavera.

Posti in spiaggia

Il questionario ha affrontato anche il tema del posto spiaggia che a Caorle, da sempre, viene garantito a tutti gli ospiti degli alberghi. Nonostante le difficoltà legate al coronavirus, la quasi totalità delle imprese continuerà a garantire ombrellone e lettini agli ospiti, eventualmente riducendo il numero di "picchetti" a disposizione rispetto all'anno scorso sul presupposto di una minore affluenza di turisti. Per quanto possibile, poi, le imprese cercheranno di garantire il posto di lavoro ad almeno una parte dei dipendenti stagionali, anche se gli alberghi saranno costretti a ridurre il personale rispetto al consueto, in ragione del minor numero di ospiti previsto.

«Gli albergatori di Caorle, ma anche i ristoratori ed i negozianti, vogliono che Caorle rimanga viva e vitale anche in un momento così difficile. - ha detto il presidente di Federalberghi Caorle, Loris Brugnerotto - Il 2020 ci metterà alla prova, ma faremo il possibile per superare questo test dimostrando ancora una volta quanta sia la nostra voglia di fare turismo e quanto l'ospitalità sia insita nel Dna dei caorlotti. Quest'anno avremo un turismo diverso rispetto al solito, ma non per questo meno gratificante per l'ospite che avrà l'occasione di stringere un legame d'amicizia unico con la città e con i suoi operatori».

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