"Sei mia e di nessun'altro", minore nell'incubo. Stalker in manette

L'arresto mercoledì scorso nei confronti di un giovane del Portogruarese che aveva perso la testa per una 17enne. Nove lunghi mesi di minacce

"Tu sei mia e di nessun altro". Non è la frase di un innamorato nei confronti della sua bella, è la frase ripetuta chissà quante volte da uno stalker che aveva completamente perso il senso della misura. Facendosi beffe delle ripetute misure di prevenzione disposte dalla Procura di Pordenone nei confronti di una (allora) 17enne che milita in una squadra sportiva del Portogruarese. Prima il divieto di avvicinamento, dopodiché l'obbligo di dimora nel Comune di residenza. Infine, inevitabili, mercoledì sono scattati le manette e il trasferimento in carcere. In nessun altro modo, con ogni evidenza, si sarebbe potuta arginare la follia di un giovane tra i 25 e 30 anni che aveva completamente perso la testa per la ragazza.

I due si sono conosciuti nove mesi fa al mare, scambiandosi come spesso accade i contatti Facebook e il numero di telefono. Fin qui tutto normale, non fosse che il ragazzo perde la testa per la minorenne, non lasciandola in alcun modo respirare. Si presenta agli allenamenti e alle partite. Dichiarandosi perdutamente innamorato, proferendo delle minacce neanche troppo velate: "Tu sei mia e di nessun altro". Intanto della situazione si accorgono anche le altre compagne di squadra, avvicinate dal giovane per riuscire a ottenere il loro aiuto. Ai ripetuti approcci, però, l'atleta rispondeva con dei decisi "no", che facevano andare su tutte le furie lo stalker.

Un incubo bello e buono, che ha costretto la ragazza a cancellarsi da Facebook e a cambiare utenza telefonica. Sembrava tutto finito, invece dopo pochi giorni il 30enne riesce a ottenere contattando degli ignari parenti della ragazza il numero di casa dei genitori. Ricominciano le telefonate e le minacce. Così la madre e il padre della minore si presentano nella caserma dei carabinieri e presentano formale denuncia, cui la Procura risponde notificando all'importunatore un divieto di avvicinamento alla giovane.

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Tutto inutile. Le telefonate continuano e pure le minacce. Così arriva una seconda misura: l'obbligo di dimora nel suo Comune di residenza, per evitare ulteriori incontri indesiderati. Il ritornello però non cambia. Anzi, sabato scorso, il giorno stesso della notifica, il ragazzo prende l'auto e raggiunge l'abitazione dei genitori della sventurata. Con in mano proprio il documento consegnato dai carabinieri. A quel punto sono nuove minacce e dichiarazioni d'amore "esagerate": "Lei è mia. Lei non è di nessuno", ha ripetuto più volte. Di fronte a una situazione del genere la Procura ha quindi emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per lo stalker, che mercoledì è finito in manette. Solo così si è capito che avrebbe potuto tenere a bada il suo pericoloso comportamento.

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