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Cronaca Jesolo

"Un incubo", imprenditore arrestato con l'accusa di stalking nei confronti di Lara Comi

Si tratta di un 47enne originario di San Donà e residente a Jesolo. Venerdì sono scattate le manette a Lecco. L'uomo si sarebbe presentato con un anello da regalare all'eurodeputata

Un imprenditore di Jesolo è stato arrestato per stalking nei confronti dell'europarlamentare di Forza Italia e vice capogruppo del Partito Popolare Europeo, Lara Comi. Ad annunciarlo è stata la stessa eurodeputata venerdì scorso. "Questo pomeriggio le forze dell'ordine hanno provveduto all'arresto del mio stalker che purtroppo da mesi e mesi minacciava la mia serenità e la mia libertà - aveva dichiarato in una nota - Desidero per questo ringraziare la polizia di Stato, che mi è sempre stata vicina, con in particolare il prefetto Gabrielli, la Procura di Lecco che si è attivata subito con il provvedimento di arresto e quella di Busto Arsizio. Purtroppo la cronaca di questi giorni continua ad offrire storie terribili, finite in tragedia. Per questo il mio impegno per una nuova cultura del rispetto delle donne e per la piena applicazione delle norme contro la violenza continuerà con maggior impegno".

MANETTE A LECCO

Le manette sono scattate a Lecco, dove alle 15 era in programma una partita proprio contro la violenza di genere tra la nazionale Parlamentari, di cui Lara Comi è capitana, e una rappresentativa Figc femminile di Lecco. L'imprenditore jesolano, secondo quanto raccontato dai quotidiani nazionali, che ha 47 anni e nel 2012 si è candidato con Sel e Italia dei Valori a sindaco della località balneare, si sarebbe presentato al campo sportivo con l'intenzione di consegnare un anello a colei che per lui sarebbe diventata una ossessione. Sul suo profilo Facebook si susseguono le condivisioni dei post dell'eurodeputata ed era stato pubblicato anche l'invito alla partita di venerdì.

DIVIETO DI AVVICINAMENTO

Il Tribunale di Busto Arsizio aveva imposto un divieto di avvicinamento di almeno 500 metri a Lara Comi, che quando si è trovata di fronte colui che si faceva sempre trovare a quasi tutti i suoi impegni pubblici ha avvertito le autorità, già in allerta. Gli uomini della Digos hanno subito riconosciuto l'imprenditore e l'hanno caricato su una volante, destinazione carcere. 

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