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Lo stalker di Castello, l'appello della polizia: "Denunciate gli episodi di violenza domestica"

Durante una conferenza stampa in questura, all'indomani della tentata aggressione di uno stalker 45enne ai danni dell'ex compagna di 30 anni, arriva il monito delle forze dell'ordine

L'appello della polizia è chiaro: "Denunciare gli episodi di maltrattamenti e violenze domestiche". Il messaggio arriva direttamente dal vicecomandante delle reparto Volanti della questura, il commissario capo Giovanni Olmi, durante una conferenza stampa che si è tenuta venerdì pomeriggio all'indomani dell'arresto di un 45enne veneziano per atti persecutori ai danni dell'ex convivente, una donna di 30 anni dalla quale aveva avuto un figlio. Proprio il timore di non poterlo più vedere lo ha spinto a rendersi protagonista dell'ennesimo episodio di rabbia di una lunga serie.

Verso le 16 di giovedì, infatti, il 45enne si era presentato davanti alla scuola frequentata dal ragazzino nel sestiere di Castello, con istinto e intenti chiaramente aggressivi. A dimostrarlo, infatti, è stato il suo successivo comportamento. L'ex convivente, alla vista dell'uomo, ha allungato il passo e si è rifugiata all'interno dell'edificio. Chiedendo aiuto. Ha trovato aiuto dal personale scolastico, che ha chiuso le porte per evitare che i due venissero a contatto. L'uomo, fuori controllo, ha cercato di entrare a tutti i costi, prendendo la porta a calci e pugni. Immediato scatta quindi l'allarme alle forze dell'ordine: gli agenti della volante lagunare, giunti rapidamente sul posto, riconoscono il malintenzionato, indicato dall'interno anche dal personale. Dopo averlo bloccato, segue la perquisizione, che ha permesso di rinvenire in possesso dell'esagitato un tirapugni.

I poliziotti portano l'ex coppia in questura, per le formalità di rito e approfondire la questione. Proprio qui emergono diversi episodi pregressi di aggressioni famigliari, tutti documentati: non sarebbe stata dunque la prima volta che l'uomo, in preda all'ira, cercava di scagliarsi contro l'ex compagna. In considerazione dei precedenti e della flagranza di reato, quindi, sono scattate le manette. "L'apporto di terzi è molto importante per cristallizzare le situazioni in modo oggettivo - ha sottolineato Olmi - Ecco perché le testimonianze o le segnalazioni delle persone possono tornare utili per capire gli scenari in cui vivono le eventuali vittime. Chiediamo ai cittadini di darci una mano".

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