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Geloso, la vita di lei diventa una prigione: niente gonne e perde pure il lavoro

Una 33enne è stata trasferita in una struttura protetta. Si è rivolta alla polizia dopo alcuni casi di violenza fisica. Accade a Jesolo: obbligo di dimora per un 38enne del posto

La loro storia d'amore sembrava iniziare nel migliore dei modi. Poi tutto è stato rovinato dall'esagerata gelosia di lui, tanto da indurre la scorsa settimana una 33enne originaria dell'Est Europa a raggiungere il commissariato di Jesolo per raccontare tutto. Delle violenze e della mancanza di libertà cui un 38enne del posto la sottoponeva. Una piccola prigione. Per questo motivo la donna è stata trasferita in una struttura protetta e all'uomo è stato notificato l'obbligo di dimora a Jesolo nelle ore in cui l'ormai ex compagna deve recarsi al lavoro. Il tutto in attesa che nei prossimi giorni anche lui venga ascoltato dal giudice delle indagini preliminari, alla presenza del proprio legale.

La decisione della donna di uscire da questo giogo nel momento in cui ha avuto il sentore che il 38enne potesse farsi ancora più aggressivo. Sarebbe stato un incubo. Tutto era iniziato un anno fa, dopo essersi conosciuti in un locale pubblico della località balneare. Poi la decisione di andare a convivere in un appartamento. E' stato a quel punto che qualcosa si è incrinato. Dopo pochi mesi l'uomo avrebbe iniziato a impedire alla fidanzata qualsiasi tipo di amicizia o frequentazione. La 33enne avrebbe perso anche un lavoro, mentre una seconda occupazione sarebbe diventata motivo di controlli definiti "esasperanti" da parte del compagno, che la chiamava e le messaggiava di continuo per verificare che fosse effettivamente al lavoro e non con qualche uomo. Dopodiché sarebbero partite anche le aggressioni fisiche, corredate dal divieto di indossare gonne troppo corte, scarpe col tacco o maglie troppo scollate. 
 
La donna avrebbe tentato di lasciare il compagno alla fine di novembre, ma avrebbe ricevuto come risposta uno schiaffo. Decidendo di tornare sui propri passi. La 33enne ha presentato anche una lunga serie di messaggi ricevuti e le fotografie che certificano le lesioni subite. Per questo motivo è stato deciso il trasferimento in una struttura protetta. 
 

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