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Violenza sulle donne: i carabinieri di San Donà dedicano una stanza alle vittime

Un ambiente riservato e protetto in cui accogliere chi ha il coraggio di denunciare e dare sostegno nel percorso di recupero della dignità personale e il rispetto di sé

Una stanza dedicata alle donne vittime di violenza alla caserma dei carabinieri di San Donà di Piave. L'inaugurazione avvenuta giovedì, ha visto la presenza delle massime cariche istituzionali provinciali, la presidente del “Soroptimist Club” di San Donà di Piave - Portogruaro, Maria Pia Bonsi, la vice presidente nazionale del “Soroptimist Club International d’Italia”, Carla Zanfrà, il procuratore della Repubblica di Venezia, Adelchi d’Ippolito, e il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Claudio Lunardo. La cerimonia è avvenuta nell’ambito della campagna nazionale del club “Una stanza tutta per sè”, con l'obiettivo di realizzare una sala all’interno delle caserme dei militari dell'arma dedicata all’audizione delle vittime.

L’iniziativa, che prende il nome da un famoso saggio della scrittrice inglese Virginia Woolf si propone di ricavare un ambiente riservato e protetto, ove gli operatori possano accogliere le donne che hanno il coraggio di denunciare le violenze subite, sostenerle e aiutarle nel delicato momento della denuncia e nel percorso verso il rispetto e la dignità della loro persona. 

Il “Soroptimist Club” di San Donà di Piave ha potuto attuare questo progetto grazie alla sensibilità dell’arma locale, creando all’interno della caserma di via Carbonera un luogo dedicato, sobrio ma confortevole, dove la donna vittima di violenza possa sentirsi accolta da operatori sensibili e preparati e dove possa sviluppare al contempo un atteggiamento assertivo e collaborativo, perché la violenza di qualsiasi forma possa essere combattuta, denunciata e mai subita.

Si è deciso di integrare questo primo momento con un percorso di accoglienza e di sostegno successivi, con la creazione di reti “interistituzionali” che possano supportare con maggiore efficacia le vittime nel difficile percorso intrapreso. La  stanza, dove i militari dell’arma specializzati nei reati che colpiscono le fasce deboli ed in particolare le donne, ascolteranno, consiglieranno e proteggeranno le vittime attraverso gli strumenti che la legge mette loro a disposizione, è stata allestita negli uffici del nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri, reparto altamente specializzato e deputato a svolgere le indagini più delicate anche a supporto delle stazioni carabinieri dislocate sul territorio. 

Il progetto è stato realizzato anche grazie al contributo dell’amministrazione comunale di San Donà di Piave, della “Magis Design” che ha fornito gli arredi per l’angolo dei bambini e gli artisti dell’Accademia d’Arte Marusso che hanno fatto dono di alcuni quadri scelti con la speranza che possano sempre contribuire a creare un ambiente adeguato per custodire e incoraggiare momenti così emotivamente drammatici di denuncia e di ascolto. Ciò che differenzia questa stanza rispetto a molte altre già inaugurate in varie di parti d’Italia è la particolarità della sua mobilità, ovvero alla stanza predisposta esclusivamente per l’audizione delle vittime di violenza di genere si affiancherà un’apparecchiatura informatica di video registrazione che potrà essere comodamente trasportata all’interno di una valigetta utilizzata dai comandi stazione della compagnia di San Donà che ne faranno richiesta per le loro necessità. Alla cerimonia di inaugurazione presenti anche tutte le amministrazioni comunali rappresentate dai 10 sindaci che operano all’interno della giurisdizione della compagnia di via Carbonera (San Donà di Piave, Musile di Piave, Ceggia, Jesolo, Eraclea, Noventa di Piave, Fossalta di Piave, Meolo, Quarto d’Altino e Cavallino Treporti).

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