Lettera al prefetto e stato di agitazione, «sospeso: la dirigenza Ames ha convocato i sindacati»

Le sigle Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa Ral puntano il dito contro l'assenza di comunicazione con i lavoratori in vista dell'apertura delle scuole d’infanzia e degli asili nido

Nido, foto di archivio

Stato di agitazione dichiarato venerdì, e poi temporaneamente sospeso dalle sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa Ral, per il personale dipendente Ames (Azienda Multiservizi Economici Sociali), che svolge alcuni servizi, tra cui quello mensa, nelle scuole dell'infanzia e nei nidi del Comune. I sindacati in mattinata avevano preparato una lettera al prefetto. Alle le richieste d'incontro, rivolte alla direzione dell'azienda, in vista della gestione della ripartenza, non c'era stata risposta secondo quanto affermano i sindacati. Ma lo scenario è cambiato nel pomeriggio di venerdì, quando i vertici Ames hanno fissato un tavolo con i sindacati il primo settembre. La lettera e lo stato di agitazione al momento sono stati "congelati".

«Alla luce delle linee di indirizzo regionali per la riapertura dei servizi per l’infanzia 0-6 e del Protocollo d’intesa governo-sindacati per garantire la ripresa delle attività in presenza dei servizi educative e delle scuole dell’infanzia, "nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione del Covid-19”, è necessario condividere tutte le modalità di riapertura in sicurezza, le implementazioni di dotazioni organiche, l’identificazione e la tutela dei lavoratori fragili - si legge nella lettera il cui invio è per ora sospeso -. Si richiede al signor prefetto la convocazione delle parti per esperire la procedura di raffreddamento del conflitto».

«La situazione delle cucine negli asili è sempre stata critica», afferma la consigliera 5 Stelle Elena La Rocca, candidata al Consiglio regionale -. L'ho denunciato più volte all'amministrazione, che è rimasta sorda come se fosse poco importante la cura del cibo dei bimbi dell'età dai sei mesi ai tre anni. Ho denunciato l'assenza di un menu per i lattanti, le condizioni al limite dell'impossibile in cui lavorano i cuochi, che hanno tra l'altro la qualifica degli "aiuto cuoco". La quantità di pasti e le condizioni in cui lavorano non consentono nemmeno in tempi normali di gestire le cose al meglio - conclude - . Cosa succederà ora con l'aggravante del Covid? Serve più personale, lo chiediamo da anni».

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«Consideriamo grave - spiega Monica Sambo capogruppo del Pd e capolista alle comunali a Venezia - che Ames non abbia ancora fatto un confronto con i sindacati sulla riapertura del servizio e che la prima riunione si terrà il primo settembre solo a seguito della proclamazione dello stato di agitazione del personale. Il personale ausiliario e di cucina non può essere considerato di serie "b" e deve essere tutelato al pari delle insegnanti e delle educatrici per una riapertura che tuteli bambini e organico in servizio. Siamo a fianco delle lavoratrici e sosterremo le azioni che il sindacato dovesse decidere di mettere in campo dopo il confronto del primo settembre».

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