Stella Maris, l'incontro in Prefettura congela gli esuberi

Trenta addetti ai servizi della casa di riposo e dell'ospedale San Camillo Irccs, passato alle suore Mantellate di Villa Salus, resteranno al loro posto intanto fino al 31 gennaio

Fondazione Opera San Camillo, foto sito web

Sembrano rassicurate le sigle sindacali Fp Cgil e Cisl Fp dall'incontro in Prefettura di martedì 17 dicembre, riguardo alla situazione dei dipendenti dei servizi della casa di riposo Stella Maris del Lido. Sono addetti alle pulizie, alla cucina, alla lavendaria, al giardinaggio, alle manutenzioni, alla portineria: una cinquantina, condivisi tra Stella Maris e l'ospedale Irccs San Camillo. Destino lavorativo incerto, il loro, dopo che l'ospedale, gestito da Villa Salus, ha fatto sapere di voler rinunciare alle prestazioni. Codess Sociale, a capo di Stella Maris, da cui dipendono di fatto i lavoratori, anche se prestano maggiormente servizio per l'ospedale, ha dato l'allarme. Per una trentina di loro, a rischio esubero, rimarrà tutto sospeso fino al 31 gennaio, fa sapere Fp Cgil, dopo il tavolo con Codess Sociale, San Camillo Irccs srl, Cisl Fp e i rappresentanti del Comune di Venezia e di Ulss3.

I servizi

Alla presenza della capo Gabinetto, Laura Maria Motolese, Giancarlo Da Lio (Fp Cgil) ha ricostruito la vicenda sottolineando come già a maggio, all'esame congiunto per la cessione del ramo d’azienda, i sindacati avessero chiesto garanzie per i lavoratori di Stella Maris, che dal 2010 operano a “scavalco” all'Irccs, in “distacco” parziale o totale. Sono i dipendenti interessati, come era stato previsto, dai processi di “esubero”, ora che la collaborazione per la fornitura dei servizi tra Codess e l’Ircss è stata interrotta dalla nuova proprietà: le suore Mantellate, subentrate ai padri Camilliani. «Allora - sottolinea Da Lio - ci fornirono garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali, anche in base agli impegni presi con il Prefetto Boffi e con il Comune di Venezia, mentre oggi si parla di circa 30 lavoratori a rischio licenziamento».

Congelamento degli esuberi

«Non possiamo ignorare che da 9 anni forniscono servizi essenziali all'Irccs, queste persone - dice Carlo Alzetta della Cisl Fp - Residenti tra Pellestrina, Lido e Cavallino Treporti, troverebbero ostacoli enormi nel doversi spostare per lavorare in altre sedi. Tra questi ci sono almeno 4 persone portatrici di disabilità». Da Lio e Alzetta evidenziano anche che un’altra questione. Per gli addetti, operanti al padiglione A dell’Irccs, che dovrà essere sgomberato per far spazio ai laboratori di ricerca, entro giugno 2020, non è stata trovata un'altra collocazione. Apprezzata la presa di posizione del Comune di Venezia, rappresentato dall’assessore Simone Venturini, che si è fatto parte in causa, richiamando Irccs srl e Codess alle proprie responsabilità. Prossimo incontro in Prefettura il 15 gennaio 2020. «Unica ombra sul positivo svolgimento dei lavori è stato apprendere che - scrivono Cgil e Cisl - i colleghi Uil Fpl abbiano preferito cercare interlocuzione, unilaterale, con la proprietà del San Camillo».

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