Le novità sulla 3V Sigma e l'inquinamento ambientale

Arpav ha escluso la presenza di inquinanti in laguna, l'Ulss ha dato l'ok alla raccolta di frutta e ortaggi. Oggi si è svolto l'incontro tra i sindacati e l'azienda, che si è impegnata a pagare gli stipendi in attesa della cig

Operazioni di spegnimento dell'incendio alla 3V Sigma (foto vigili del fuoco)

Sono passati cinque giorni dall'incendio che ha investito il sito della 3V Sigma di Porto Marghera, causando il grave ferimento di due operai. Oggi si è svolto l'incontro in videoconferenza tra i rappresentanti dei sindacati (Femca Cisl e le Rsu aziendali) e i responsabili produzione e personale dell’azienda, affiancati da Confindustria, con la presenza anche dell'assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan. Sulla dinamica dell'incidente l'azienda non ha dato aggiornamenti, dal momento che i fatti sono oggetto di indagine da parte della magistratura. Nel frattempo, però, si è parlato dell'aspetto occupazionale e l'azienda ha garantito il pagamento degli stipendi ai dipendenti con un ammortizzatore sociale dedicato. 3V Sigma, inoltre, «si è resa disponibile a qualsiasi forma di dialogo».

Bonifica del sito

Una panoramica della situazione sul punto dell'incendio viene comunicata dal prefetto Vittorio Zappalorto: sul sito ci sono ancora i serbatoi da mettere in sicurezza e da svuotare, operazioni che la ditta sta eseguendo assieme ai vigili del fuoco. La costruzione è completamente collassata e vanno bonificate tutte le vasche di contenimento, con il livello dell'acqua che in questi giorni si è alzato a causa della pioggia: sono più di mille metri cubi di acque contaminate. Lo scarico delle acque meteoriche, per ora, viene tamponato con dei "palloni" che vengono gonfiati in modo da chiudere gli scarichi e impedire lo sversamento in laguna; dopodiché il sistema dovrà essere messo in sicurezza con delle saracinesche fisse.

Tavolo di confronto

Le garanzie ai lavoratori (una cinquantina, in tutto) e il futuro dello stabilimento sono tra i temi più delicati. In seguito all'incendio la produzione si è fermata, mentre l'impianto continua a essere presidiato e, come detto, è in corso la messa in sicurezza di alcune aree. Una parte dell'impianto è sotto sequestro e, per ora, non ci sono certezze sulla ripartenza. Donazzan ha riepilogato: «Porto Marghera è tra i più importanti siti industriali d'Europa: la regione e il governo hanno riconosciuto a questo territorio e all’intera città di Venezia le caratteristiche di "area di crisi complessa", oggetto di importanti investimenti finanziari per il rilancio industriale. L’azienda chimica 3V Sigma era tra i destinatari di parte di questi investimenti, dato che tra i progetti approvati da Invitalia c’era appunto quello relativo all’azienda chimica, oggi di fatto congelato». L’assessore ha chiesto che le parti mantengano aperto il tavolo di confronto. Prossimamente dovrebbero esserci aggiornamenti sulla valutazione del danno, la messa in sicurezza del sito e, soprattutto, sulle prospettive industriali. La ditta avrebbe dimostrato interesse a rimanere a Marghera.

Inquinamento e coltivazioni

Altre novità riguardano l'inquinamento ambientale: oggi il Comune di Venezia ha comunicato che, dopo gli opportuni campionamenti, Arpav «esclude presenze di inquinanti in laguna e nelle aree adibite a molluschicoltura», mentre l'Ulss 3 ha dato l'ok alla raccolta di ortofrutta a Mestre, Marghera e in tutto il territorio comunale. Le analisi, infatti, «non hanno rilevato presenza di Ipa (Idrocarburi Policiclici aromatici)». La raccolta era stata sospesa in via precauzionale venerdì scorso. In attesa di ulteriori indagini, resta invece il divieto di pesca nelle vicinanze dell’azienda, nel canale Lusore-Brentelle, canale Industriale Ovest e Nord, Banchina Azoto fino al canale dei Petroli. «Nei canali Lusore–Brentella e darsena Rana - scrive Arpav nella sua relazione - permane la presenza di tracce di inquinanti. In alcuni punti all’interno dei canali industriali sono stati rilevati parametri traccianti delle acque di spegnimento superiori al limite di quantificazione, ma comunque in diminuzione rispetto ai primi monitoraggi». Nei campioni di domenica 17 sono stati ricercati anche i composti Pfas che possono essere presenti nelle acque di spegnimento e che «in tutti i punti di campionamento - rilevano le analisi - non hanno riscontrato valori superiori ai limiti di quantificazione». Nelle acque della laguna, vicino ai banchi di molluschi, tra San Leonardo e Malamocco, non è stata riscontrata la presenza di inquinanti. Anche le analisi dell’aria non hanno portato riscontri di criticità. Sono escluse presenze di inquinanti anche negli ortaggi prodotti dalle aziende agricole di Sant’Erasmo e delle Vignole: i risultati delle analisi non hanno evidenziato valori di contaminazione.

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Secondo Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera, il report dell'Arpav «fornisce alcune prime risposte almeno in parte rassicuranti» ma resta da definire «la precisa consistenza dell’impatto sull’acqua, e su flora e fauna relative, e, nel tempo, l’accumulo degli inquinanti nei fondali, anche nella prospettiva del loro scavo e del relativo smaltimento di fanghi». Inoltre, «va riconsiderato il sistema di monitoraggio ambientale e di gestione delle emergenze», imponendone l'impiego a tutte le aziende della zona, e in particolare «il sistema di allertamento della cittadinanza, carente per tempestività (venerdì scorso è scattato con troppo ritardo) e per estensione: parti importanti del territorio, come praticamente tutta Mestre, ne sono escluse». Infine, «proprio nel giorno in cui si celebra il cinquantesimo dell’approvazione dello Statuto dei Lavoratori, non può essere tollerato un regime di relazioni interne come quello imposto dall’azienda coinvolta nel disastro, quando ascoltando la voce dei lavoratori si sarebbe stati più tempestivamente e meglio preparati a fronteggiare eventi pericolosi o a evitarne le conseguenze peggiori».

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