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Le condizioni in cui versa l'ex ospedale al Mare del Lido

Le condizioni in cui versa l'ex ospedale al Mare del Lido

Si va dal giudice, salta l'accordo tra Comune ed Est Capital sul Lido

Le indagini che stanno interessando il presidente della Mantovani Piergiorgio Baita e le proteste dei residenti hanno indotto stamattina la giunta Orsoni a stoppare le trattative

Il "terremoto Mantovani" si allarga. E irrompe anche a Ca' Farsetti, dove stamattina la Giunta ha deciso di bloccare gli sforzi per arrivare a un accordo extragiudiziale con Est Capital, il fondo immobiliare detenuto all'80% dal colosso delle costruzioni del Veneto, il cui presidente, Piergiorgio Baita, è stato arrestato per frode fiscale, in merito alla querelle riguardante il recupero dell'area dell'ex Ospedale al Mare del Lido.

EST CAPITAL DOPO LO STOP: "HANNO FATTO TUTTO LORO"

"Abbiamo deciso di attendere i tempi del Tribunale - ha dichiarato il sindaco Giorgio Orsoni - Ipotei di una transazione è tramontata, quindi il giudice è libero di decidere in merito". La questione si trascina da tempo: i privati, infatti, contestano al Comune ritardi nelle bonifiche e nelle necessarie autorizzazioni e chiedono quindi a Ca' Farsetti di restituire i 27 milioni di euro già incassati (oltre a 32 milioni "bloccati" già messi a bilancio). Una somma che se uscirà dalle casse lagunari metterà in crisi il bilancio, già alle prese con i vincoli del patto di stabilità.

Per questo per mesi si era tentato di arrivare a un accordo lontano dal Tribunale. In sostanza si era pensato a una sorta di "partita di giro": i soldi per la vendita dell'area sarebbero entrati effettivamente al Comune, che poi però avrebbe garantito a Est Capital la possibilità di costruire opere per il nuovo palazzo del cinema. Un accordoo nebuloso, che lunedì aveva portato i comitati di cittadini del Lido a chiedere a gran voce di non arrivare ad alcun accordo.

Stamattina la decisione della Giunta, su cui ha pesato anche la notizia delle indagini sul conto di Piergiorgio Baita per frode fiscale: "Il Comune invierà alla Procura un dossier con tutte le operazioni in cui è coinvolta la Mantovani - ha dichiarato il sindaco Orsoni - In questo modo potrà approfondire tutto. Noi siamo a completa disposizione".

“Nessun cedimento alla folla urlante – ha precisato Orsoni, spiegando i termini della decisione della Giunta - ma il frutto di una valutazione serena e consapevole di tutte le possibili conseguenze, che non saranno in nessun caso facili da governare. Siamo di fronte all’esito di scelte politico amministrative risalenti nel tempo, che oggi dobbiamo gestire e che in molti casi abbiamo risolto. Probabilmente riusciremo a risolvere anche questa”.

“L’intento che ci spinge – ha detto ancora - è quello della massima trasparenza in tutti i rapporti con i soggetti imprenditoriali che agiscono nell’ambito del nostro territorio, e con l’obiettivo di svincolarci da lacci cui siamo stati legati da operazioni passate, nella volontà di riprendere in modo serio la gestione del nostro territorio.

Il sindaco ha confermato alla stampa che fino a questa mattina non era stata raggiunta alcuna decisione sull’accordo, anche se si era arrivati a un’ipotesi sicuramente migliorativa rispetto alle precedenti. “Ciò nonostante – ha aggiunto - abbiamo constatato che avremmo comunque rischiato di vedere irrisolto per almeno altri cinque anni il problema del Palazzo del Cinema. Abbiamo tenuto conto dei suggerimenti della maggioranza interpellata lunedì sera e ci siamo dunque mossi – ha concluso il sindaco di Venezia - nella logica di fare chiarezza su questa così come in tutte le cose che stiamo gestendo, guardando a quel che si può fare senza condizionamenti che arrivano da lontano”.

LA RISPOSTA DI EST CAPITAL: Da parte sua Est Capital Sgr chiede l'immediata pronuncia del Tribunale. "Il Comune sia condannato alla restituzione degli ingenti acconti già versati e al risarcimento del gravissimo danno subito, in relazione agli investimenti già effettuati e alle spese sostenute, previa risoluzione del contratto preliminare", dichiara in una nota. Si tratterebbe, tra lavori e depositi in garanzia, di una cifra 54,9 milioni di euro.

Est Capital ricorda che sulla vicenda "il Comune di Venezia ha chiesto per ben quattro volte al giudice investito del procedimento cautelare, da cui dipende la restituzione dell'acconto di 31,6 milioni di euro di depositato, un rinvio dell'udienza di discussione. Ad ogni rinvio è corrisposta una nuova e differente proposta dell'amministrazione, ivi inclusa l'ultima - ricorda la società - e ogni volta l'amministrazione comunale ha cambiato le carte in tavola per una ragione o un'altra all'ultimo momento".

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