Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Stop al progetto vallone Moranzani Bettin chiama a raccolta la città

L'assessore all'Ambiente: "Centinaia di migliaia di metri cubi di fanghi contaminati sono contenuti nelle vasche provvisorie, un rischio"

"Il blocco del progetto 'Vallone Moranzani', determinato dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il decreto di approvazione del progetto da parte del ministero dello Sviluppo economico per un difetto di parere del ministero dei Beni culturali, oltre a determinare la stasi e comunque un ritardo nella realizzazione di uno dei più grandi e innovativi piani di risanamento ambientale d’Europa e di rilancio portuale e industriale della nostra area, rischia di avere gravissime conseguenze sotto il profilo ambientale". Queste le parole di Gianfranco Bettin, assessore all'Ambiente di Ca' Farsetti, che mette nel mirino lo stop al progetto di maxi bonifica.

PROGETTO MORANZANI CONGELATO, BETTIN: "SIT IN A ROMA"

"Nelle attuali vasche di stoccaggio provvisorio - sottolinea - giacciono da tempo oltre 170 mila metri cubi di fanghi prodotti dall’escavo dei fondali portuali (mentre altri 4 milioni di metri cubi restano da asportare per ridare respiro e agibilità ai canali). Giacciono, cioè, in vasche non attrezzate per lunghe permanenze di tali sedimenti contaminati che sarebbero destinati, dopo le prime fasi di trattamento, a finire inertizzati e isolati nella grande discarica sottostante il Vallone (trasformato in un immenso parco lineare)".

Il rappresentante della Giunta Orsoni quindi lancia l'allerta: "La situazione - sottolinea - rischia di diventare sempre più preoccupante anche sotto il profilo ambientale, oltre che per gli effetti globali che rischiano di pregiudicare il virtuoso processo di riqualificazione ecologica, riorganizzazione logistica e viaria, rilancio portuale e industriale. In questo quadro molto inquietante, la sola novità giunta da Roma è la disponibilità del ministro Flavio Zanonato a un incontro ora fissato all’inizio di agosto. Niente dal Ministero dei Beni Culturali e nemmeno da quello per l’Ambiente, mentre l’insieme della politica “romana” sembra davvero poco consapevole dei rischi che stiamo correndo. Anche in città, in realtà, li si comprende poco: se un decimo dell’attenzione pubblica rivolta a questioni certo da affrontare (e infatti lo stiamo facendo quotidianamente) ma di ben altra portata tipo i “barbanera” o simili fosse rivolta a vicende come quella del Vallone (ma anche ad altre simili) forse ne guadagneremmo tutti e anche a Roma saremmo più ascoltati".

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