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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Grido d'allarme della Mantovani: "O arrivano i soldi o tra 10 giorni 200 operai a casa"

L'amministratore delegato del gruppo, Boschiero: "Aspettiamo 40 milioni di euro dallo Stato, altrimenti inevitabile una sospensione di almeno 6 mesi con il taglio della forza lavoro"

"I soldi ci sono, ma non vengono usati. Nel giro di 10 giorni i lavori di costruzione del Mose si fermeranno". A lanciare il grido d'allarme è l'Ance, l'Associazione dei costruttori veneziani, che punta il dito contro il possibile blocco, dal presidente Ugo Cavallin descritto come "ormai imminente", dei lavori di realizzazione del sistema a paratoie mobile. "Ciò comporterà gravi ricadute per le imprese e sul fronte occupazionale - continua Cavallin - Gli investimenti sono fermi da un anno. La Mantovani, quindi, da lunedì prossimo sarà costretta a ridurre la propria forza lavoro di 102 uomini, ma è probabile che se ne dovrà aggiungere un altro centinaio. Ci sono ditte che sono già arrivate al punto di un’esposizione finanziaria non più sostenibile".

Crediti per 40 milioni di euro della Mantovani

Secondo l'Ance la sola Mantovani vanterebbe un credito di 40 milioni di euro per lavori già eseguiti e non ancora saldati. “In mancanza di un’auspicata svolta, non più rinviabile, i cantieri si fermeranno nell’arco di una decina di giorni – annuncia l’amministratore delegato del gruppo, Maurizio Boschiero – Ai 40 milioni che attendiamo dovrebbero aggiungersene 120, che peraltro ci risultano essere già nella disponibilità del Provveditorato regionale ai Lavori pubblici, ma fermi per ragioni burocratiche. Il rischio è che, nella migliore delle ipotesi, per almeno 5-6 mesi i lavori vengano sospesi in attesa di una preannunciata clausola di sblocco nella prossima Legge di stabilità di cui ancora non si sa molto. Diventa inevitabile, purtroppo, rinunciare complessivamente a circa 200 addetti”. Una mannaia che potrebbe innescare un effetto domino che coinvolgerà anche l'indotto e i subappaltatori. "Ci auguriamo - conclude Cavallin - che anche il sindacato faccia la sua parte per evitare che si arrivi a un punto di non ritorno per i cantieri e i lavoratori”. 

Il sindacato: "Discuteremo il 3 ottobre a Padova"

"Non condividiamo nella maniera più assoluta le posizioni dell'azienda - ha detto Francesco Andrisani della Fillea Cgil Venezia -. Il 3 ottobre abbiamo un incontro a Padova con i nazionali e i vertici Mantovani. Per ora manca un'indicazione precisa degli esuberi e un piano industriale".

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