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Il primo round va alle sale bingo, i giudici: "Sospesa l'ordinanza anti slot del sindaco"

Alcune attività hanno presentato ricorso al Tar dopo che Ca' Farsetti aveva introdotto limiti precisi per l'accensione delle macchinette. Il Comune però annuncia un regolamento ad hoc

Il primo round lo vincono le sale bingo. Ma con ogni probabilità il sindaco Luigi Brugnaro non mollerà l'osso, assieme alla sua giunta. Il Tar del Veneto ha infatti sospeso l’ordinanza del primo cittadino lagunare che limita l’orario di esercizio per le sale scommesse e VLT e per l’accensione degli apparecchi installati in bar e tabaccherie. Si tratta di una misura entrata in vigore negli ultimi mesi e che non ha mancato di innescare polemiche. Tant'è. Ca' Farsetti aveva deciso che in nome della lotta alla ludopatia le macchinette dovessero essere spente in una certa fascia oraria. Ora il tutto viene bloccato, in attesa che si entri nel merito della questione a gennaio.

Il lasso di tempo in cui le macchinette sarebbero dovute essere spente dai gestori è stato giudicato eccessivo dai giudici, che hanno accolto la richiesta di bloccare il provvedimento avanzata dalla sala bingo di via Pepe a Mestre, fissando al prossimo 26 gennaio l’udienza di merito. Il titolare della sala sottolinea di "essere pronto a collaborare col Comune, ma non si combatte in questo modo la ludopatia. Servono accessi controllati. Chiediamo da tempo un incontro col sindaco" (DETTAGLI). Alla base dello stop all’ordinanza il taglio all’orario di esercizio, che è stato ritenuto troppo esteso - per la sala che ha fatto ricorso si è passati "da 17 a 8 ore giornaliere, festivi inclusi, con una riduzione superiore al 50%", si legge nell’ordinanza - inoltre non è stata fatta "alcuna distinzione tra i pubblici esercizi che hanno ad oggetto esclusivo o principale le attività di gioco e scommessa" e gli esercizi commerciali, come bar e tabaccherie "in cui le suddette attività sono meramente accessorie". 

I giudici avrebbero inoltre condannato il Comune al pagamento delle spese per la fase cautelare. L’ordinanza del sindaco, avviata in fase sperimentale fino al prossimo 31 dicembre, consentiva alle sale di restare aperte dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 di tutti i giorni, compresi i festivi, orario che era obbligatorio anche per l’accensione delle slot nei locali pubblici. Erano fioccate anche le prime multe da parte della polizia municipale. Ma ora tutto ritorna in gioco, con il Comune che con ogni probabilità darà battaglia in vista dell'udienza di fine gennaio: "Vedremo quando si discuterà nel merito - dichiara l'assessore al Sociale, Simone Venturini - Prendiamo atto della decisione dei giudici, ma è bene ricordare che questa ordinanza è stata concepita in via emergenziale sulla base di dati che parlavano di una vera emergenza sociale nel nostro territorio. Ciò impone di utilizzare tutti gli strumenti. Noi non abbandoniamo la volontà di porre un freno al gioco incontrollato e non molliamo l'idea di limitare la deregulation nel settore. Noi a giorni presenteremo una proposta di regolamento comunale. Ci saranno altre norme in grado dare risposte all problema, tenendo in considerazione le indicazoni del Tar. Il tutto sarà, spero, approvato dal Consiglio comunale. Sugli orari sarà rimodulato qualcosa, ma è una strada".

Soddisfatto invece della decisione dei giudici il presidente della sezione veneta della Sapar (Servizi pubbliche attrazioni ricreative), Mauro Vettorello, imprenditore mestrino titolare della Triveneta Giochi: "Ora ci sarà il tempo per discutere col Comune di soluzioni condivise - commenta - Noi siamo contrari ai divieti e speriamo si punti a vie alternative. Stiamo per esempio pensando a dei corsi d'aggiornamento rivolti agli esercenti, in modo che siano formati sul fronte delle ludopatie. A quest'ultimi potrebbero essere garantite fasce orarie più elastiche". Vettorello parla nella convinzione che "chi ha problemi di dipendenza non si ferma certo di fronte a distanze o divieti". Il progetto dei corsi viene sviluppato a braccetto con il SerD dell'Ulss 12 e dovrebbe essere presentato entro fine mese: "Non deve essere considerata una vittoria la decisione del Tar, che è immediatamente esecutiva - conclude il presidente Sapar -, le nostre però sono attività completamente legali su cui imprenditori hanno deciso di investire".

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