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«Stop a estetiste e parrucchieri abusivi a domicilio»

L'associazione Artigiani e Confcommercio del Miranese ha scritto una lettera ai sindaci: «Concorrenza sleale, evasione e rischi per la salute pubblica: servono più controlli»

Alcuni irriducibili della ceretta o della tinta per capelli, anche in tempo di coronavirus, ricorrono agli abusivi delle professioni. Estetiste e parrucchieri, costretti a chiudere, ora chiedono aiuto ai sindaci: «Servono più controlli, a rischio c’è la salute dei clienti». È questo il senso di una lettera inviata dai rappresentanti dell’Associazione Artigiani Piccole Imprese e Professioni del Miranese e di Confcommercio del Miranese a tutti i sindaci del comprensorio, per chiedere di scendere in campo personalmente, con tutti i mezzi a disposizione, per porre un freno alla proliferazione di attività abusive di acconciatura ed estetica in questi tempi di emergenza sanitaria. A sottoscrivere l’appello oltre 30 attività del settore benessere del territorio, che da oltre un mese e mezzo stanno vivendo il dramma della serrata imposta dai provvedimenti delle autorità.

«Fin dall’inizio dell’epidemia - scrivono il capo categoria dell’Associazione Artigiani Andrea Preo e il presidente di Confcommercio del Miranese Ennio Gallo - i nostri associati del settore benessere hanno dimostrato rispetto delle regole e senso civico, sospendendo ogni attività e tirando giù la serranda del negozio ancor prima che i provvedimenti del governo imponessero tali scelte. Siamo però costretti a segnalare che nel nostro territorio continuano a perdurare e proliferare attività abusive di acconciatori ed estetisti, che in tutto il Miranese, in totale sprezzo di qualsiasi regola e in questo momento addirittura in totale disprezzo della salute pubblica, continuano ad esercitare le loro attività a domicilio dei clienti, sfruttando le chiusure delle attività sane e regolari».

Per le due associazioni di categoria non si tratta solo di un danno a chi regolarmente esercita la professione: «Già è così in tempi normali, figuriamoci in un periodo come questo, quando si aggiunge alla violazione di norme civilistiche e penali anche il rischio sanitario, mancando questi “colleghi” di ogni minima misura precauzionale. La situazione è intollerabile - scrivono rivolti ai sindaci - vi invitiamo ad adoperarvi con le polizie locali per bloccare il fenomeno con controlli specifici».

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