I lavoratori del Casinò bocciano il nuovo contratto: al referendum vittoria del "No"

Si sono concluse le consultazioni interne per approvare o meno la preintesa firmata da Comune e 3 sigle sindacali. Le altre: "Ora si riapra il tavolo per arrivare a un vero accordo"

Non siamo al "rien ne va plus", ma certo si tratta di una pesante battuta d'arresto per quanti si erano spesi per il nuovo contratto collettivo aziendale di lavoro dei dipendenti del Casinò di Venezia. Quest'ultimi, infatti, hanno bocciato la preintesa firmata dall'amministrazione comunale, da Slc Cgil, Snalc Cisal e Rlc andando a votare in larga maggioranza per il "No" (sono stati 316, il 66% del totale dei voti validi). I favorevoli si sono fermati a 153, ossia il 34% delle schede valide. Dopo la chiusura delle urne, alle 12, si sono subito alzate le voci dei rappresentanti sindacali che nelle settimane scorse non avevano voluto firmare la preintesa con Ca' Farsetti: si tratta di Fisascat Cisl, Uilcom Uil, Siam e Ugl Terziario. "A questo punto chiediamo di risederci al tavolo prima della pronuncia del giudice in merito al ricorso presentato sul nuovo contratto - dichiarano dalla Fisascat Cisl - i lavoratori hanno deciso che la preintesa raggiunta non sarebbe stata sufficiente. Pensiamo sia conveniente per tutti tornare a discutere". 

I nodi da sciogliere

I nodi da sciogliere sono tanti, ma da più parti l'intenzione è di non fare tabula rasa di questi mesi di incontri e faccia a faccia: "Noi ci siamo stati fino a un certo punto - continuano dalla Fisascat Cisl - poi si è oltrepassato il limite e non abbiamo firmato. Ma riprendere il dialogo sarebbe importante, soprattutto prima della pronuncia del giudice. Nessuno ha la presunzione di stravolgere nulla, ma i lavoratori ci hanno chiesto di cambiare il contratto, quindi ci siederemo al tavolo". I prossimi giorni saranno indicativi sull'evoluzione di rapporti ed eventuali dialoghi, certo è che conviene a tutti cercare un nuovo punto d'equilibrio, compreso il Comune.

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"Ora si riapra il tavolo"

Il dibattito più "caldo" è ruotato attorno ai premi, che nel giro di 3 anni avrebbero dovuto avvicinare la posizione di cui godono i dipendenti più esperti a quella dei più "giovani": "Visto l'esito del referendum - scrive Giampietro Antonini, rappresentante del Sindacato Generale di Base, in una lettera inviata all'assessore alle Partecipate, Michele Zuin - chiediamo la riapertura del tavolo di confronto con documentazione precisa sulle preannunciate azioni di rilancio della Casa da gioco, come la ruota gigante di roulette. Chiediamo che vengano messe in atto procedure efficienti nella gestione delle spese e si faccia chiarezza sulla ventilata chiusura della sede di Venezia. Si discuta dei possibili esuberi paventati, arrivando alla costruzione di un nuovo contratto".  

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