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Martedì, 26 Settembre 2023
Cronaca Marghera

Stop temporaneo alla maxi torre, manca il "via libera" del Comune

Il complesso, alto oltre 90 metri, dovrebbe "contenere" 22 piani destinati a negozi, ristoranti e ad un albergo. Giovedì la decisione in Consiglio

La super torre a fianco della Nave de Vero non si farà, o meglio, per il momento rimane in stand by. Come riporta il Gazzettino, infatti, lunedì la commissione consiliare "Urbanistica e ambiente" ha valutato l'impossibilità temporanea della valutazione dell'impatto ambientale che l'edificio, il "VenusVenis" potrà avere sulla città, con l'impegno per giovedì, in Consiglio, di mettere un ordine del giorno che stabilisca una moratoria sugli sviluppi senza sosta dei centri commerciali.

Un blocco da 6mila e 800 metri quadrati, 22 piani da 1100 metri quadrati di superficie, per un totale di oltre 18mila riservato ai negozi ed il restante ad un albergo e un ristorante. Sono questi i numeri dell'edificio che dovrebbe sorgere sull'altro lato della bretellina che dalla rotatoria porta verso la Nave de Vero. I tecnici specificano che si è ancora alle prime fasi, quelle sull'impiatto ambientale e non quelle che prevedono l'autorizzazione edilizia, mentre l'assessore Massimiliano De Martin ha sottolineato come ci siano una lunga serie di elementi ostativi, che impediscono di fatto il Comune a dare il via libera per una torre alta quasi quanto il campanile di San Marco.

Ora si attende la risposta dei privati, nello specifico la Bio Immobiliare, ovvero la società proponente il progetto, che dovranno dimostrare di riuscire a raggiungere i 90 metri altezza, in una zona in cui l'altezza massima edificabile è di appena la metà, incrementabile del 45% con il piano casa della Regione. Ed è proprio questo piano a suscitare le polemiche di PD e Movimento 5 Stelle, che specificano come sia stato fatto ad uso e consumo delle strutture commerciali e produttive, anziché per le famiglie. Dal canto loro, gli assessori Scano e Pellicani hanno proposto un ordine del giorno per cercare di tutelare il commercio in centro storico, che sta pian piano morendo per lo sviluppo senza sosta dei grandi centri commerciali. È impossibile ridare vita al centro, infatti, se si continuano a delocalizzare progetti del genere, quando la terraferma è "impantanata" da anni sui 190mila abitanti.

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