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Strade dissestate, Aci raccoglie le segnalazioni e traccia una mappa

In un mese la casella email di "SegnalAci" ne ha raccolte diverse, soprattutto a Mestre. Il presidente: "Prepareremo un dossier per il sindaco Brugnaro"

Buche e strade dissestate: è trascorso soltanto un mese dalla sua attivazione, ma la casella di posta aperta dall’Automobile Club di Venezia per dare voce agli utenti della strada (segnalaci@acivenezia.it) già scotta. Lo segnala la stesso presidente dell'Aci provinciale, Giorgio Capuis, che precisa: "Molte delle segnalazioni che ci sono pervenute riguardano il comune di Venezia. Le stiamo raccogliendo in un unico dossier che consegneremo presto al sindaco Brugnaro e alla nuova amministrazione".

Qualche esempio delle decine di segnalazioni arrivate alla casella “SegnalAci”? La piccola voragine in via Dottesio, zona Carpenedo, per cui si chiede la copertura e una nuova asfaltatura. La pericolosità del tratto stradale che va da piazza Barche a Mestre, dopo l’incrocio di Corso del Popolo alla rotonda di San Giuliano, segnalata da un altro utente della strada preoccupato perché gli automobilisti, per evitare le buche, spesso finiscono con il fare dei zig zag, invadendo l’altra corsia.

E ancora, sempre per rimanere in zona, il pessimo stato in cui si trova il manto stradale in via Paruta, dove le vibrazioni dei mezzi pesanti provocano continue vibrazioni ai palazzi prospicenti. O le buche presenti in via P. Selvatico sul marciapiede antistante la sede dell’istituto Zuccante. Anche via Asseggiano finisce nel mirino con un commento che lascia poco spazio all’immaginazione: “un disastro da mesi”. Spostandoci nel territorio di Mira, una segnalazione riguarda la rotonda lungo la Romea, in direzione Mestre-Chioggia, subito dopo il magazzino Nalon, all’altezza del distributore Esso che presenta un manto stradale pieno di buche, assai pericoloso.

"Faremo arrivare queste segnalazioni e quelle che ci perverranno in futuro, corredate di foto, agli amministratori e agli uffici comunali, di Venezia e della provincia, per chiedere che, come prevede la legge, una quota pari almeno al 50 per cento dei proventi delle sanzioni pecuniarie incassate per infrazioni al codice della strada, sia destinato alla messa in sicurezza delle nostre strade", conclude Capuis.  

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