Strage di Parigi alza l'attenzione, un vertice in Prefettura a Venezia

Si è svolta nella mattinata di giovedì una riunione tecnica delle forze dell'ordine. I controlli saranno intensificati, un centinaio gli obiettivi sensibili

Anche sul piano sicurezza, inevitabilmente, arrivano le ripercussione dell'attentato di Parigi. Nel Veneziano la lista dei potenziali obiettivi di attacchi terroristici si allunga e diversifica, il compito di proteggere la popolazione si fa sempre più complicato per le forze dell'ordine. Nel tentativo di difendersi contro un nemico sfuggevole e subdolo, spesso imprevedibile.

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Giovedì mattina in Prefettura di Venezia si è svolta una riunione alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine. Si è deciso di intensificare i servizi di vigilanza e controllo del territorio, soprattutto a protezione degli obiettivi e dei luoghi sensibili. È previsto anche il rafforzamento dell’attività info-investigativa, secondo le direttive impartite dal ministero dell’Interno.

Ma Venezia è in pratica un unico, grande potenziale obiettivo per gli attentati, perché capace di calamitare un'enorme attenzione mediatica. In tutto il Veneto i punti sensibili sono un centinaio, tra cui naturalmente l'aeroporto Marco Polo e il porto di Venezia, oltre alle varie basi Nato: da mercoledì massima allerta, dunque, in attesa delle nuove disposizioni del Viminale.

Proprio sui livelli di sicurezza garantiti all'aeroporto Marco Polo ha deciso di intervenire Mauro Armelao, segretario del sindacato locale di polizia Ugl di Venezia: "Sembra che i politici romani non vogliano capire quanto importante sia lo scalo di Venezia - sottolinea - Da ormai molto tempo è completamente sprovvisto della 'squadra laser', un reparto altamente specializzato e formato, da utilizzare in caso di voli a rischio. Chiediamo a gran voce l’intervento del ministro Alfano, affinchè aumenti il personale in servizio, ripristinando così il team, e sia riservata particolare attenzione anche al personale presente in questura, in quanto Venezia va considerata una delle città italiane più a rischio, al pari di Roma, Milano e Firenze". Secondo Armelao, inoltre, "sarebbero da rivedere anche i sistemi di sicurezza passiva in tutti gli uffici di polizia, in particolar modo negli uffici che trattano le pratiche di immigrazione, esposti maggiormente a flusso di persone. Ci riferiamo - conclude - a metal detector agli ingressi e controlli più serrati".

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