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Diagnosi del tumore, in arrivo all'Angelo la Pet-Ct: l'avanguardia della strumentazione

E' il primo esemplare di questo modello ad essere installato in Italia per l'analisi delle cellule malate e delle metastasi. Un sistema evoluto di studio preciso per le patologie oncologiche

Il vecchio macchinario lascerà posto alla Pet-Ct all'ospedale all'Angelo di Mestre, una delle strumentazioni diagnostiche più importanti e innovative della pratica ospedaliera– spiega il primario di medicina nucleare, il dottor Michele Sicolo - per l'analisi dei tumori primitivi e delle metastasi.

Si tratta dell’ultimo prodotto di General Electric, primo esemplare di questo modello ad essere installato in Italia. 

"Con la tomografia ad emissione di positroni" - continua Sicolo -  iniettiamo preventivamente al paziente un tracciante che attraverso il sistema venoso va a concentrarsi nelle cellule tumorali, che lo inglobano con maggior rapidità rispetto alle altre. Questo glucosio radioattivo, quindi, si ferma proprio là dove si sta sviluppando la neoplasia, ed è proprio la Pet-Ct ad individuarlo, evidenziando così contemporaneamente anche il tumore”.

In attesa della nuova Pet-Ct che arriverà a febbraio, la vecchia macchina che operava all’Angelo è stata smantellata nella notte tra sabato e domenica. I locali, liberati, vengono in questi giorni ristrutturati e preparati adeguatamente ad accogliere il nuovo strumento.

Da lunedì scorso, nel frattempo, opera all’Angelo una Pet-Ct mobile, installata su uno speciale mezzo mobile posto in fianco all’Ospedale. “Anche questa Pet-Ct che useremo per alcune settimane – spiega il dottor Sicolo – è un modello recentissimo e superiore alla vecchia strumentazione che abbiamo dismesso. E’ collocata in fianco alla medicina nucleare e adeguatamente collegata al reparto, perché vi possano accedere attraverso un percorso coperto, anche gli utenti barellati. “Gli esami programmati e gli eventuali esami urgenti – spiega il direttore generale dell’Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – continuano quindi senza interruzione, in attesa dell’arrivo e della messa in funzione della nuova macchina, che colloca l’ospedale di Mestre, anche in questo settore della diagnostica, ai massimi livelli possibili”.

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