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Occupazione all'Artistico, aperti procedimenti disciplinari per 7 studenti: "Una vendetta"

Giovani del collettivo Creta in rivolta contro la dirigenza del liceo Marco Polo dopo la comunicazione ufficiale di martedì: "Così gli organizzatori rischiano di perdere l'anno"

Studenti del collettivo Creta in rivolta contro la dirigenza scolastica del liceo artistico Marco Polo di Venezia. Il nodo del contendere è una comunicazione ufficiale dell'istituto che annuncia la possibilità di sanzioni disciplinari nei confronti di 7 tra gli organizzatori dell'occupazione della scorsa settimana, appartenenti al collettivo. Per i ragazzi il motivo di questa decisione sarebbe da ricondurre a una presunta volontà punitiva della dirigenza, secondo cui invece l'apertura del procedimento disciplinare sarebbe da ricondurre al comportamento "non conforme ai principi di correttezza e buona educazione" durante l'occupazione.

Nel mirino alcuni danneggiamenti nell'istituto, soprattutto a infissi, oltre che qualche muro "imbrattato". Questo sarebbe il motivo della decisione della dirigenza, ma gli studenti, che mercoledì mattina si sono riuniti in una nutrita assemblea, la pensano diversamente: "La dirigente ancora una volta vuole dimostrarsi chiusa e inaccessibile - dichiarano in una nota - La lettera mira a intimidire i soggetti colpiti, minacciandoli, come conseguenza ad aver partecipato all'occupazione, di espulsioni, sospensioni e non ammissione all'imminente esame di stato. Troviamo scandaloso un tale atto di 'vendetta'". 

Nel documento, firmato dalla presidentessa del Consiglio d'istituto, professoressa Elisabetta Lombardi, e dalla dirigente scolastica, Annavaleria Guazzieri, si invitano i 7 studenti finiti nel mirino a "esporre le proprie ragioni nel corso del Consiglio d'istituto del 13 dicembre prossimo, convocato in seduta straordinaria a Palazzo Bollani". Nella lettera si ricorda anche che il regolamento di disciplina può prevedere "l'allontanamento dalla comunità scolastica fino al termine delle lezioni con l'eventuale esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato". 

La dirigenza contesta nell'ordine: "una condotta non conforme ai principi di correttezza e buona educazione; ingiurie e offese a insegnanti e al personale; danneggiamento volontario di oggetti di proprietà della scuola e dell'Ente Città Metropolitana (i cui tecnici sono intervenuti per un sopralluogo, ndr); fatti di rilevanza penale o di pericolo per l'incolumità delle persone; fatti di violenza grave". 

Gli studenti, di fronte a queste contestazioni, si sono riuniti in assemblea a palazzo Basadonna: "Colpire questi personaggi non fermerà mai un'opposizione studentesca a i continui e ripetitivi errori amministrativi che la dirigenza commette - dichiarano - Incolpare 7 personaggi 'scomodi' non cancella e non fa dimenticare a nessuno la partecipazione attiva di centinaia di studenti all'occupazione. Studenti che, visto i criteri di colpa inflitti ai già citati 7, ai suoi occhi dovrebbero apparire egualmente complici e colpevoli. A quanto ci risulta nessun insegnante o nessun addetto del personale è stato offeso. Quello che riscontriamo anche noi è una scritta (già rimossa) in cui la dirigente viene offesa, ma i 7 finiti nel mirino non c'entrano. Così come nel caso dei danneggiamenti. Durante tutta la duranta dell'occupazione, lo stabile era in sicurezza e non ci sono state situazioni di pericolo per gli occupanti. Cosa che non si può affermare per la normale gestione scolastica, dato che ormai è frequente trovare porte e uscite di emergenza chiuse a chiave o con catenacci e lucchetti. Non si è verificato - concludono - alcun episodio di violenza. Quello che chiediamo é il ritiro delle sospensioni. Vogliamo la fine dell'ostilità che vige tra la dirigenza, cieca ai problemi degli studenti, e il nostro collettivo. Non accetteremo altre forme di repressione e ci impegneremo nella difesa degli studenti e dei nostri diritti con ogni forma riterremo adatta".

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