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Scuola veneziana più "multietnica", raddoppiano gli studenti stranieri

Nel 2005 erano poco più di 5.200, nel 2010 già 10.145. Una popolazione che si allarga sempre più e che predilige percorsi didattici professionalizzanti che si riverserà nel mondo del lavoro

Il numero degli studenti stranieri presenti in provincia di Venezia tra il 2005 e il 2010 è quasi raddoppiato. Nel 2005 gli studenti stranieri erano poco più di 5.200, nel 2010 (ultimo dato disponibile) hanno raggiunto quota 10.145. La incidenza di questi ragazzi sul totale degli alunni iscritti a tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia è pari al 9%, con una punta del 10,5% nelle scuole secondarie di primo grado (scuole medie).

Sono i primi dati emersi dall'elaborazione fatta dalla Cgia di Mestre - e resi noti oggi - nella settimana conclusiva di "Artigianato&Scuola". Una manifestazione che da 26 anni si è posta l'obbiettivo di avvicinare la scuola al mondo del lavoro. "Ad esclusione della provincia di Rovigo che ha valori assoluti molto contenuti - sottolinea Paolo Zabeo della Cgia di Mestre - la provincia di Venezia è la realtà regionale che in questi ultimi 5 anni ha registrato gli incrementi percentuali mediamente più elevati. Nelle scuole di infanzia, ad esempio, la variazione tra il 2005 ed il 2010 è stata del +123,5%. In quella primaria il +69,9%, nella secondaria di primo grado +86,9% e in quella di secondo grado il +145,2%".

Una scuola, quindi, sempre più multirazziale e multietnica che vede i ragazzi stranieri prediligere, una volta terminata la scuola dell'obbligo, gli istituti professionali e quelli tecnici. Un dato molto approssimativo dice che oltre il 60% dei ragazzi stranieri frequenta questo percorso scolastico e la stragrande maggioranza di questi giovani intende terminare l'esperienza scolastica una volta conseguita la qualifica professionale o il diploma di maturità. Infine, tra gli stranieri è sempre più diffuso il ricorso a lezioni di ripetizione di italiano e di matematica.

"Sono dati estremamente interessanti - conclude Zabeo - che impongono una seria riflessione. Se, come sappiamo, le aziende artigiane assumono la propria manodopera privilegiando coloro che si diplomano tra gli istituti professionali e in quelli tecnici, sarà importante far capire a questi imprenditori che nei prossimi anni gran parte di questi ragazzi sarà straniera, con vantaggi e svantaggi che andranno attentamente valutati". (ANSA)
 

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