Ca' Foscari e Ciset disegnano la futura Venezia metropolitana

La camera di commercio veneziana ha affidato agli enti due studi chiave per definire il futuro dell'area. Baretta: "Mestre avrà un ruolo strategico"

Due studi chiave per disegnare la futura città metropolitana: è quando commissionato dalla camera di commercio di Venezia all'università Ca' Foscari e a Ciset (centro internazionale di studi sull'economia turistica di Ca' Foscari), con l'obiettivo di individuare gli elementi caratterizzanti di una città che continua a dilatarsi per occupare il rango di "area metropolitana" a tutti gli effetti.

Città e aree metropolitane sono i motori delle economie nazionali, considerato che agiscono come vere imprese competitive: motivo per cui devono andare oltre alla semplice evoluzione istituzionale e diventare occasione di coinvolgimento degli "attori economici", producendo una visione condivisa dello sviluppo. Non per niente il convegno andato in scena venerdì al campus scientifico di via Torino a Mestre, organizzato dall'ateneo veneziano, prende il nome di «Costruiamo la nostra città, insieme!».

Fra i temi affrontati dai docenti e dai ricercatori di Ca' Foscari spicca anche una valutazione delle opportunità di sviluppo economico e territoriale che coinvolgono l'area veneziana, e sulle quali è necessario adottare nuovi approcci.

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"Quando parliamo di città metropolitana non possiamo non avere un orizzonte più ampio, di area vasta. È questa la visione che dobbiamo portare avanti e su cui costruire un progetto - ha dichiarato il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta concludendo i lavori del convegno - Il ruolo di Mestre non va sottovalutato, anzi. Perché è un nodo strategico di collegamento con l'asse di Padova e Treviso. Quando parliamo di città metropolitana dobbiamo avere chiari dei progetti per l'area vasta - ha aggiunto -. Ne indico tre: il primo è il rilancio e l'innovazione del settore dell'industria manifatturiera. Il secondo: turismo e cultura, intesi come tutt'uno, elemento centrale di sviluppo del territorio. Abbiamo un patrimonio inestimabile che però va gestito in modo organico, con una chiara visione. Non può essere lasciato ai singoli comuni. Il terzo è la logistica: Venezia è una delle porte d'Europa, cinserve una logistica che sia capace di ricevere e smistare. Abbiamo elementi sufficienti per dire che questa idea di area vasta può reggere la sfida che ci viene dalla nuova competizione internazionale - ha concluso -. Ma dobbiamo essere meno localistici, guardare oltre i nostri confini per vedere che siamo al centro di questo sviluppo possibile".

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