menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Studenti di Iuav e Mit di Boston insieme per uno studio intensivo del Mose

Workshop di due settimane, per studiare l'aspetto ingegneristico e il cambiamento climatico che implica il progetto. Gli studenti hanno lavorato in gruppi multidisciplinari

Osservare il Mose e studiare le sfide ingegneristiche e il cambiamento climatico che implica il progetto: questo l'obiettivo del workshop intensivo che ha impegnato per due settimane a Pellestrina dieci studenti del Massachusetts Institute of Technology (MIT), guidati dai docenti Paola Malanotte Rizzoli e Andrew Whittle (MIT) e sette dell'Università Iuav di Venezia, guidati dalla docente Laura Fregolent (Iuav).

IL CONFRONTO CON ALTRE BARRIERE MOBILI

La tecnologia del Mose è stata comparata con circa 15 grandi barriere mobili in tutto il mondo. Gli studenti del MIT hanno cercato di capire se e quanto la "lezione del Mose" potrebbe essere utile anche negli Stati Uniti, considerando che Boston sta valutando l'opportunità di costruire una barriera di quattro miglia per ridurre il rischio di inondazioni e contenere l’effetto dei cambiamenti climatici.

LAVORI DI GRUPPO

Gli studenti hanno lavorato in gruppi multiculturali e multidisciplinari, passando attraverso il lavoro sul campo e la raccolta di dati. Un gruppo ha formato un "think tank" per sviluppare strategie di ripopolamento, formulando piani per rinnovare gli spazi urbani con le tecnologie contemporanee. Un gruppo ha prodotto un'analisi statica e spaziale del rischio di alluvione nella laguna veneziana e ha analizzato i dati storici per creare proiezioni per gli anni 2050 e 2100. Un terzo gruppo ha costruito ampie mappe e condotto interviste per analizzare a fondo il contesto ed esplorare l'impatto e la percezione del progetto Mose tra gli abitanti di Pellestrina.

Dei 10 studenti del MIT che hanno partecipato al workshop, otto hanno deciso di continuare la loro ricerca per un ulteriore periodo di due mesi. Alloggiati da Iuav e dal Consorzio Venezia Nuova, hanno continuato a lavorare su modelli statistici meteorologici, problemi urbani e prototipazione di un impianto elettrico per controllare i portali Mose.

"IMPARIAMO A SALVARE LA CITTÀ"

"È la cosa più pratica che abbiamo mai affrontato - ha commentato Malik Coville, ingegnere del gruppo MIT - Stiamo applicando quello che impariamo per salvare una città. È stato un successo oltre le aspettative: un prototipo esemplare di come una classe multidisciplinare dovrebbe funzionare”, ha dichiarato Paola Malanotte Rizzoli in accordo con Andrew Whittle, con i partner Iuav e con il co-direttore del Programma MIT-Italia Serenella Sferza".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento