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I genitori "negano" i domiciliari, 19enne si impicca in carcere

La tragedia nella notte tra domenica e lunedì nel penitenziario di Santa Maria Maggiore. La vittima è un giovane romeno residente nel Comasco

Non ha retto al carcere e ha deciso di togliersi la vita impiccandosi nella doccia della cella che divideva con altri detenuti. Tragedia nella notte tra domenica e lunedì all'interno del penitenziario di Santa Maria Maggiore, dove un 19enne di nazionalità romena, residente ad Appiano Gentile nel Comasco, si è suicidato dopo essere stato arrestato il 31 dicembre scorso.

La sua richiesta di domiciliari non sarebbe stata accolta per l'impossibilità di trovare un luogo adeguato per scontare la pena del giovane. I genitori, infatti, non avrebbero acconsentito al ritorno del figlio nella loro abitazione. Così era stata disposta la custodia temporanea in carcere. Nei suoi confronti, infatti, il giudice delle indagini preliminari di Como aveva emesso una ordinanza d'arresto per furto.

Inutile l'allarme lanciato dai due compagni di cella e i soccorsi del personale carcerario per cercare di evitare il tragico epilogo. Per il 19enne, che viveva in Italia da 14 anni, non c'è stato nulla da fare. Si era nascosto  I sanitari del 118 avrebbero tentato di rianimare la vittima per circa sessanta minuti. Del caso si stanno occupando i carabinieri del nucleo investigativo, ma per ora si escludono responsabilità di terze persone.

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