rotate-mobile
Cronaca Spinea / Via Luneo

Già salvata da un eroe, la donna di Spinea si lancia ancora nel vuoto

Un anno fa si buttò dal cavacalvia di San Giuliano e Oliviero Biancato si tuffò per salvarla, lunedì si è suicidata piombando giù dal terrazzo

Ci aveva già provato più di una volta, da sola tra le mura di casa ma pure sotto gli occhi di decine di testimoni. Un anno e mezzo fa si era lanciata nelle acque del Canal Salso dal cavalcavia di San Giuliano, ma un elettricista di Marcon (nella foto) si era tuffato per salvarla. Lunedì, invece, niente e nessuno avrebbe potuto tenerla in vita: una 43enne di Spinea, residente nei pressi di via Luneo, ha deciso di farla finita lanciandosi dal suo appartamento al terzo piano. Come riporta Il Gazzettino, i Vigili si erano recati a casa sua nel primo pomeriggio per notificarle un accertamento sanitario, visto che la sua situazione di disagio psichico era ben nota pure ai servizi sociali. Ma non hanno fatto in tempo, l’hanno trovata a terra nel cortile.

La donna, che viveva da sola e risultava disoccupata, è morta sul colpo: inutile il disperato tentativo dei sanitari del 188 di rianimarla, Polizia Locale e Carabinieri non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Fuori dalla sua porta è stato trovato un biglietto con la scritta “Non rompetemi i c…”, segno che forse la donna si attendeva quella visita ma non aveva la minima intenzione di farsi aiutare e curare. L’estremo gesto ha catturato l’attenzione di molti residenti che si sono subito riversati ai piedi del condominio: “Ci aveva provato talmente tante volte, evidentemente è quello che voleva” sospira con il cuore in gola un vicino di casa.

E la morte della 43enne si intreccia inevitabilmente con quella dell’elettricista di Marcon, ribattezzato dalla stampa locale “L’eroe di San Giuliano”. Il 53enne Oliviero Biancato nel luglio del 2012 stava rientrando da Venezia quando ha visto la donna gettarsi nel vuoto: non ci ha pensato due volte, è piombato sulla riva con l’auto e si è tuffato in acqua per portarla a galla. “Lasciami morire” gli avrebbe confidato la donna disperata. Ma Oliviero conosceva bene il valore della vita: stava lottando contro un tumore, aveva appena finito la chemioterapia, sapeva che quel tuffo avrebbe potuto costargli caro ma ha voluto farlo comunque. La storia di Biancato ha fatto molto parlare anche per il licenziamento che subì per le troppe assenze dal lavoro, a causa della malattia. E’ morto poco tempo fa, lasciando il ricordo di una persona molto volenterosa e attaccata alla vita. Quella vita da cui invece ha voluto fuggire la 43enne di Spinea.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Già salvata da un eroe, la donna di Spinea si lancia ancora nel vuoto

VeneziaToday è in caricamento