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Suicidio nella questura di Venezia, un poliziotto si spara alla testa

La tragedia domenica verso le 12.30. G.P., 53enne della squadra Nautica, si è chiuso in bagno e si è ucciso con la pistola d'ordinanza

Avrebbe dovuto cominciare il turno di lavoro pochi minuti dopo, ma si è chiuso dentro i bagni degli spogliatoi e si è sparato un colpo in testa in questura. Domenica attorno alle 12.30 un agente della squadra Nautica si è tolto la vita premendo il grilletto della propria pistola d'ordinanza. Un gesto estremo che gioco forza ha funestato la giornata festiva dei tanti rappresentanti delle forze dell'ordine che ogni giorno sono pronti a intervenire per aiutare chi è in difficoltà o chi è vittima di soprusi. Stavolta, però, la tragedia ha riguardato uno di "loro". E comprensibilmente fa ancora più male.

La vittima è G.P., un 53enne addetto alla conduzione dei natanti della questura. Al culmine di un periodo difficile, pare per motivi personali, la decisione di farla finita. Inutile l'intervento immediato dei colleghi non appena hanno udito lo sparo provenire dai bagni degli spogliatoi del personale turnista delle Volanti della questura di Santa Chiara, a due passi da piazzale Roma. Così come inutile l'arrivo dei sanitari del Suem. Per il poliziotto non c'è stato nulla da fare, è morto sul colpo.

Una scena terribile, una vicenda che ora dovrà essere ricostruita, pur rispettando la privacy del 53enne. Veneziano, residente nel centro storico, è ricordato da tutti i colleghi come una persona molto per bene ma anche come un poliziotto davvero valido, soprattutto in ambito investigativo. Non è chiaro se la sua inquietudine interiore fosse già ben nota a qualcuno oppure no.

Appena è scattato l’allarme in questura sono piombati il questore Vincenzo Roca e il dirigente delle Volanti, Luca Miori, accompagnati da molti altri colleghi. Tutti accomunati da una sensazione di dolore e sgomento. Al poliziotto suicida mancavano due anni alla pensione, due anni al termine di una lunga carriera avviata nei primi anni Ottanta nella sezione Volanti e proseguita poi nella sezione Stupefacenti, con tante grosse operazioni portate a termine tra gli anni Novanta e gli anni Duemila. Aveva frequentato anche un corso da motoscafista. Dalla Questura spiegano che l’estremo gesto è stato dettato da “motivazioni personali”, non legate all’ambito professionale. Ulteriori dettagli vengono tenuti riservati, chi lo conosceva bene assicura che non ha lasciato alcun biglietto di spiegazioni. “Con la sua morte se ne va un pezzo importante della Polizia veneziana" commenta il segretario Ugl Mauro Armelao. .

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