"Troppi limiti, ora diciamo basta" Summer Festival via da Mirano?

E' una della manifestazioni musicali più frequentate del Veneziano, ma gli organizzatori sono allo scontro con Comune e residenti

E’ una delle manifestazioni estive più note e frequentate del Veneziano. Attira migliaia di persone non solo dalla Riviera del Brenta e dal Miranese ma anche dal Padovano e da tutto l’hinterland mestrino. Questa qui, però, potrebbe essere l’ultima edizione. Gli organizzatori del Mirano Summer Festival pensano al trasloco, ormai lo scontro con il Comune è sotto gli occhi di tutti e lunedì sera si è creata la frattura forse definitiva: “Se vogliono andare mandare via il Summer Festival da Mirano, ci stanno riuscendo” ha dichiarato dal palco Paolo Favaretto, presidente dell’associazione “Volare” che organizza la manifestazione. Al termine di un mese di cover musicali, concorsi di bellezza e stand gastronomico sempre aperto, dunque, si innesca la polemica che coinvolge sindaco, organizzatori e residenti. Come riporta la stampa locale, le tensioni si rincorrevano da mesi e lunedì hanno raggiunto il culmine.

Il Summer Festival sarebbe dovuto terminare sabato 2 agosto, ma il Comune ha concesso cinque serate di proroga per recuperare i concerti rovinati dal maltempo. Unica imposizione: chiudere la musica alle ore 23 anziché alle 23.30 oppure a mezzanotte. Tutti contenti? Nemmeno per sogno. La proroga ha finito per mandare su tutte le furie sia gli abitanti del quartiere (nell’area degli impianti sportivi) sia gli organizzatori. I primi non vedono l’ora che la manifestazione finisca e hanno mandato decine di lettere di protesta al Comune lamentando un disturbo insopportabile, i secondi invece protestano proprio per i limiti imposti alla musica sottolineando l’importanza di proporre eventi per i giovani e l’importanza di dare lavoro a fornitori, assistenti tecnici ed espositori.

“Purtroppo la giunta ha deciso che ci dobbiamo fermare. Evidentemente preferiscono che ora i ragazzi prendano la macchina e vadano a divertirsi a Mestre. Abbiamo lavorato come dei pazzi anche sotto l’acqua, ma così non si può andare avanti. Questo potrebbe essere l’ultimo anno” è sbottato lunedì sera Favaretto, chiamato sul palco dalla cover di Vasco Rossi “Diapason Band”. Il concerto dopo le 23 è proseguito con una sorta di provocazione: gli ultimi due successi, Albachiara e Sally, sono stati cantati a squarciagola dal pubblico senza l’ausilio di strumenti ed amplificatori. Un quadretto decisamente insolito e suggestivo che però non spazza via tensioni e polemiche. Per il 2015 gli organizzatori hanno già messo gli occhi sul nuovo parco urbano di via Porara accanto al Passante autostradale, ma a questo punto non escludono affatto trattative con altri Comuni.  

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