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La super zona rossa lunga 3 settimane al vaglio del Governo

La circolazione del virus e il peggioramento della situazione negli ospedali spinge verso un'ulteriore stretta contenitiva

Una super zona rossa nazionale della durata di tre settimane o di un mese: è questo il peggior scenario, l'ipotesi di lockdown duro in Italia sul tavolo del Governo Draghi. Come riporta oggi Today, si tratta di una delle opzioni allo studio e per ora a consigliarla sono gli esperti, ma sarà decisivo il verbale del Comitato tecnico scientifico (Cts) per capire su quale ipotesi di strette e restrizioni si orienterà l'esecutivo.

Super zona rossa per tre settimane

All'inizio di gennaio, quando al Governo c'era ancora Giuseppe Conte, dalle parti del ministro della Salute Roberto Speranza trapelò un'ipotesi di lockdown nazionale di cento giorni da portare avanti insieme al piano di vaccinazione di massa. Proprio quello che si sta discutendo di nuovo oggi. All'epoca si discuteva di alcune nuove regole e restrizioni che nel frattempo sono state implementate:

  • la possibilità di inserire più facilmente le regioni in zona rossa con il nuovo parametro dell'incidenza o abbassando la soglia dell'indice di contagio
  • il divieto di spostamento tra tutte le Regioni
  • il coprifuoco confermato tra le 22 e le 5
  • il giro di vite nel weekend con la zona arancione in tutta Italia, ipotesi che nel frattempo sembra caduta

All'epoca l'idea era quella di mantenere la stretta per cento giorni, fiino alla fine di aprile 2021. A dicembre lo stesso Speranza aveva detto che l'obiettivo era quello di vaccinare 13 milioni di italiani (le categorie a rischio) entro la fine di marzo. Ma sappiamo che quelle stime, a causa dei ritardi nelle consegne settimanali dei vaccini, saranno molto difficili da raggiungere.

In ogni caso la super zona rossa nazionale per tre settimane somiglia molto a quell'ipotesi di stretta smentita il giorno dopo dallo stesso Speranza. E le nuove regole del lockdown duro sono allo studio dopo l'istanza di Palazzo Chigi al Cts in cui, chiedendo una riunione e un documento per oggi, si sottolinea «il progressivo mutamento del quadro epidemiologico». Il report 42 del monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute conclude l'analisi sulla situazione di covid in Italia in modo molto chiaro:

  • Si osserva una ulteriore accelerazione nell’aumento dell’incidenza a livello nazionale (195 casi per 100mila abitanti nella settimana 22-28 febbraio 2021). L’incidenza nazionale si sta quindi rapidamente avvicinando alla soglia di 250 casi/settimana per 100.000 abitanti che impone il massimo livello di mitigazione possibile
  • Si conferma per la quinta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. Aumenta il numero di Regioni/PPAA classificate a rischio alto (6) ai sensi del DM 30/4/2020. Ben 9 Regioni/PPAA, classificate a rischio moderato, sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane. Soltanto una Regione è a rischio basso.
  • Si ribadisce, anche alla luce dell’aumento sostenuto della prevalenza di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità. Analogamente a quanto avviene in altri paesi europei, si rende necessario un rafforzamento/innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale al fine di ottenere rapidamente una mitigazione del fenomeno.
  • In presenza di varianti che possono parzialmente ridurre l’efficacia dei vaccini attualmente disponibili, le Regioni/PPAA sono invitate ad adottare, indipendentemente dai valori di incidenza, il livello di mitigazione massimo a scopo di contenimento.
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