Sottratti 256mila euro dal conto della società: bonifici fantasma all'estero

Vittima dell'operazione la Ejradi Video di Quarto d'Altino, la banca declina ogni responsabilità e non intende risarcire, un caso analogo ha coinvolto l'Ordine degli avvocati di Padova

Alla base forse l'azione di un hacker che, intrufolatosi sul conto della "Ejradi Video S.r.l." di via Roma 95 a Quarto d’Altino, ne avrebbe sottratto 256mila euro. Due semplici bonifici nell'arco di tre giorni e il deposito è stato quasi prosciugato.

L'episodio in questione sarebbe avvenuto a fine marzo: il primo movimento illecito di 88mila euro risale al 27 marzo, il secondo di 168mila euro al 29 marzo. I responsabili della società, che tratta dvd all'ingrosso, si sono accorta della sventura il 30 marzo, nel corso delle operazioni di fatturazione sul conto online. Si sono rivolti immediatamente alla banca di Quarto d'Altino, hanno bloccato il conto, ma nulla si è potuto fare per porre rimedio alla drammatica perdita. I soldi erano stati indirizzati a due società in Slovacchia, delle quali "Una non esiste e l’altra non risponde", come spiega a "Il Gazzettino" l’avvocato di Treviso Graziana Cenna che sta seguendo il caso di Ejradi: "Abbiamo presentato denuncia ai carabinieri di San Donà di Piave ed ora della vicenda si occuperà la Procura della Repubblica. Siamo andati anche fino in Slovacchia per metterci in contatto con l’altra banca. Ma non abbiamo ottenuto nulla", ha spiegato. Ora, ha concluso, "ci saranno delle indagini e speriamo di risalire al responsabile e recuperare il denaro. Sono tantissimi soldi, possono davvero mettere in ginocchio un’attività".

La  titolare della società, Sonia Ejradi, 50 anni, di Preganziol, ha diffuso la notizia solo in questi giorni, dopo aver scoperto che un'analoga vicenda aveva alterato il conto in Cariveneto dell’Ordine degli avvocati di Padova. "In questi mesi ho sperato di raggiungere un accordo con la banca", ha confessato al quotidiano, "ma il direttore generale mi ha detto che loro non hanno alcuna responsabilità e che l’hacker ha agito dal mio computer". Solo un'impiegata che lavora da 20 anni per la'azienda era a conoscenza della password, che comunque veniva cambiata ogni due settimane, stando a quanto riportato dalla Ejradi.

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I legali della società hanno contattato l’Ordine degli avvocati di Padova, ritengono che vi siano delle responsabilità da parte della banca e procederanno, quindi, con una causa civile.

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