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"Nessuno è accorso in mio aiuto, ora vivo nel terrore. Quel criminale è nella mia mente"

Parla la tabaccaia di San Donà derubata dell'incasso martedì scorso. Finestrino in frantumi e furto delle borse: "Ho cercato di investirlo, ma si è scansato. Ti scatta qualcosa dentro"

"Io stavo con entrambi le mani sul clacson, ma non è intervenuto nessuno". Storie di donne aggredite. Storie di chi, in una zona non troppo isolata di San Donà, deve soccombere di fronte alla prepotenza di un bandito solitario, scoprendosi impotente. A parlare è la tabaccaia che martedì sera è stata derubata dell'incasso in via Vittorio Veneto, nella città del Piave, che ora deve convivere con immagini che si sono insinuate nella sua mente e non l'abbandonano più, specie di notte: "Nessuno parla del mio stato d'animo - spiega - certe sensazioni non mi abbandoneranno più". 

Il furto

La donna, che dopo la chiusura dell'esecizio è stata derubata da un criminale che ha mandato in frantumi il finestrino della sua auto ed è scappato con le borse con i soldi, parla apertamente di "terrore" e di "ricordi che saranno sempre impressi nella mente". Da allora i giorni sono diventati difficili: "Quegli occhi non mi lasciano neanche di notte - sottolinea - ho sentito la sua voce". 

"Nessuno è accorso in mio aiuto"

Ma ciò che più fa male alla vittima dell'aggressione è che nessuno sia accorso in suo aiuto: "Io stavo con entrambe le mani sul clacson - racconta - ma non c'era nessuno, e se qualcuno c'era non si è affacciato al balcone o alla finestra". Per il resto è stato l'istinto a indurre la donna a ingranare la retromarcia e ad allontanarsi: "Volevo investirlo, ma è riuscito a scansarsi - continua la sventurata - sono scappata per le strade del centro correndo non so neanche io quanto, e mi scuso perché magari non ho rispettato i limiti o qualche precedenza". 

"Non sono la prima e non sarò l'ultima"

Sotto shock per ciò che le era appena accaduto, ha pensato solo a tornare a casa. A mettersi al sicuro: "Sono riuscita a raggiungere la mia abitazione, nonostante i finestrini rotti, l'aria, il freddo, l'agitazione - conclude la donna - È capitato a me, non sono né la prima e non sarò l'ultima. Non sono in grado di dare consigli però confermo che in momenti simili c'è una molla dentro di noi che ci fa reagire. Quella molla è scattata in me!". 
 

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