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Comunali contro i tagli, è ancora guerra con scioperi e cartelloni

La politica di Zappalorto aspramente criticata viene messa nera su bianco e appesa negli uffici e nelle scuole, preoccupa la protesta dei vigili il 21 novembre

La guerra di logoramento tra amministrazione e dipendenti comunali (ma non solo) sembra ben lontana dalla conclusione. Come riporta la Nuova Venezia, infatti, le decisioni del commissario prefettizio Vittorio Zappalorto continuano a venire osteggiate dai lavoratori e dalle famiglie veneziane, che ogni giorno scoprono nuovi tagli nei servizi garantiti da Ca' Farsetti. Doppia iniziativa di protesta, quindi: giovedì sera, alle 19, presidio all'esterno del municipio di Mestre in contemporanea all'incontro tra commissario e sindacati, poi cartelloni nelle sedi delle associazioni, nelle scuole e, in generale, in tutti gli uffici comunali per mostrare nero su bianco il piano di Zappalorto, taglio su taglio.

SCIOPERI E POLEMICHE – La movimentazione cittadina, comunque, non si ferma qui: oltre allo sciopero sociale del 14 novembre, per il quale si prevede un'adesione massiccia, la città dovrà fare i conti anche con la scelta dei vigili urbani di incrociare le braccia il 21 novembre, giorno della festa della Madonna della Salute. Intanto, comunque, tutti i cittadini possono leggere di come le associazioni sportive siano state private di 352mila euro, di come l'assistenza domiciliare ora sia limitata ad un giorno a settimana dopo il taglio di un milione di euro, dei 300mila euro tolti alle biblioteche. Tutto nero su bianco, preparato dagli stessi dipendenti comunali che mercoledì si sono trovati al Palaplip di via San Donà per organizzare le proteste. Sempre nell'ottica delle manifestazioni contro la politica commissariale si pensa infine di organizzare una biciclettata nei luoghi da recuperare: i giardini di via Piave, l’ex scuola Edison di Marghera, gli stabili di via del Gaggian e altri ancora. Soddisfazione, infine, per il dietrofront di Zappalorto sul rapporto alunni-maestre per gli asili nido, ma resta la preoccupazione per i 140 precari con contratto a scadenza a fine 2015, che ancora non hanno alcuna certezza sul loro futuro.

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