Guerra a Cà Farsetti sulle indennità Comunali sono pronti allo sciopero. Stop al turnover, 5 dirigenti a casa

Mercoledì l'incontro con il direttore generale Agostini, che dichiara: "Si può decidere come distribuire la torta, ma non quanto sarà grande"

Saranno giorni infuocati. Di trattative e di tavoli. A Ca' Farsetti, com'era prevedibile, la temperatura si è surriscaldata in un amen nel momento in cui, con l'obiettivo di riuscire a tappare il buco di 47 milioni di euro per il bilancio di previsione, si è stagliata all'orizzonte la possibilità di tagliare il fondo della parte variabile delle retribuzioni dei dipendenti comunali. Ossia i premi di produzione, che come da accordo firmato a giugno i circa 3mila lavoratori che fanno capo a Ca' Farsetti contavano di mettersi in tasca. Ora, però, in virtù della spending review, tutto è finito a rischio. "Mercoledì ci siederemo a un tavolo e inizieremo a discutere - dichiara il direttore generale Marco Agostini, consapevole della patata bollente - Potremo decidere come distribuire la torta con i sindacati, ma non certo quanto questa torta sarà grande. Spero non ci sarà demagogia". Tradotto: anche in questo frangente c'è chi dovrà fare sacrifici. Con l'obiettivo di risparmiare circa un milione di euro (ma in itinere la somma potrebbe lievitare fino a raggiungere quasi due milioni) che andrà ad aggiungersi ai tagli derivanti da una riorganizzazione complessiva della "macchina" comunale.

Manovre che naturalmente non hanno lasciato i dipendenti tranquilli. Anzi. Lunedì mattina una partecipata assemblea (trasmessa anche attraverso il sistema di filodiffusione in più zone della sede municipale) ha fatto capire che si prospetta un muro contro muro. E l'ipotesi sciopero si fa sempre più concreta, con anche la possibilità di una manifestazione di piazza. Al termine dell'infuocata riunione, la RSU del Comune e le organizzazioni sindacali hanno messo al voto, per poi essere approvato all'unanimità tra i presenti, lo stato di agitazione di tutto il personale. Nel mirino anche il blocco delle assunzioni e del processo di deprecarizzazione: una strada che il commissario Vittorio Zappalorto vuole invece intraprendere.

Contratti a termine non rinnovati (ma scadranno a dicembre 2015) e niente promozioni. Con anche cinque dirigenti "precari" che non vedranno il proprio incarico rinnovato. Una scure pesante, che farà il paio con il blocco del turnover (che potrebbe permettere di risparmiare un milione di euro circa a bilancio, contando anche i mancati rinnovi dei contratti dirigenziali) e anche una diversa gestione delle risorse in fatto di scuole materne e asili nido: "Qui abbiamo un rapporto di un operatore ogni 5,5 bambini - dichiara Agostini - in Regione questo numero arriva a 8. Giostrando in maniera più oculata le risorse a disposizione potremmo risparmiare sui cinque milioni di euro".

Meno utilizzo di supplenti e di cooperative esterne, dunque. Per una stretta che potrebbe interessare circa 120 persone. Notizie che certo non contribuiscono a svelenire il clima. "Comunichiamo - dichiarano in maniera compatta FP Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Csa e Diccap - che l'assemblea di lunedì mattina ha dato mandato alla delegazione sindacale di decidere ulteriori forme di mobilitazione in presenza di una evoluzione negativa del confronto". Insomma, mercoledì ci si siede al tavolo. Ma se non ci sarà dialogo potrebbe saltare subito per aria.

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