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Cronaca

Tagli alla Fenice, Zoggia: "Il Governo si vanta delle eccellenze? Si assuma i suoi obblighi"

L'ex presidente della provincia di Venezia ha assicurato che farà tutto quanto in suo potere, in sede parlamentare, per sbloccare una situazione economica insostenibile

Il 29 gennaio si è celebrato il ventennale dall'incendio doloso che lo distrusse. Oggi il Teatro La Fenice è uno dei simboli artistici e culturali italiani più noti a livello internazionale, capace di produrre un giro d'affari, solo nel 2014, di oltre 70 milioni di euro. Ma i finanziamenti pubblici sempre più scarsi destinati alle realtà teatrali della Serenissima, come ha sottolineato il parlamentare Pd Davide Zoggia, "hanno raggiunto una situazione di insostenibilità economica".

L'ex presidente della provincia di Venezia si è schierato apertamente contro i tagli del Governo al Teatro. "Non può essere che Venezia venga continuamente penalizzata sul fronte del suo patrimonio artistico e culturale - ha spiegato - che in questo caso colpisce uno dei simboli più noti a livello internazionale, gioiello per gli appassionati di musica e teatro. Risorto dalle sue ceneri - ha proseguito - in pochi anni è divenuto una delle più prestigiose imprese culturali della città e tra le più virtuose nel panorama teatrale nazionale. È ritornato agli antichi splendori grazie anche a una indiscussa capacità manageriale che con oculate scelte programmatiche e di marketing lo hanno rilanciato. Ma questo non basta perché vi è bisogno soprattutto del supporto delle istituzioni che non possono continuare, con scelte poco lungimiranti a tagliare risorse".

La cultura è un settore strategico per l'economia, un driver fondamentale per il territorio. Questo è quanto trapela dalle parole di Zoggia, che prosegue: "Si tratta di un veicolo di turismo di qualità, ben lontano dall’invasivo e deleterio mordi e fuggi. È arrivato il momento - ha spiegato - di remare tutti dalla stessa parte, nella attuale congiuntura bisogna comprendere che il privato non può affatto sostituirsi al pubblico, e quest’ultimo deve recepire che il denaro investito in questo comparto non è assolutamente sprecato". Il parlamentare ha poi ribadito la necessità di finanziamenti pubblici per un'industria che in primis contribuisce alla conservazione del patrimonio produttivo di Venezia, e costituisce una delle leve per fuoriuscire dalla crisi. "Non si possono più imporre - ha concluso - sacrifici e chiedere di mantenere intatta la qualità in termini di programmazione culturale. Mi impegnerò in prima persona con gli altri miei colleghi per avviare in  sede parlamentare un lavoro che in tempi certi sblocchi questa  situazione insostenibile per la Fenice. Se il Governo si vanta nel mondo di eccellenze di questo calibro portandole ad esempio di creatività e cultura, è arrivato il momento che assuma degli obblighi e la sostenga senza indugi alla stregua di altre realtà".

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