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Cronaca

Tagli sui traferimenti al turismo, Zaccariotto: "Illegittimo quel -55%"

Si terrà domani un incontro a palazzo Balbi tra la presidente di Provincia e Zaia, per discutere sulla delibera regionale che ha previsto una decurtazione delle risorse da destinare al settore

Domani, martedì 15 maggio, alle ore 12, nella sede della giunta regionale a palazzo Balbi, la presidente della provincia di Venezia Francesca Zaccariotto incontrerà il presidente della regione del Veneto Luca Zaia. Al centro della discussione vi saranno i pesantissimi tagli che la Regione ha imposto al settore turismo: per il 2012 ha, infatti, deciso di decurtare di un ulteriore 55%  la quota relativa ai trasferimenti alla Provincia, nonostante lo scorso anno la cifra fosse già stata ridotta del 22%. In tre anni, dunque, si è registrato una riduzione complessivo del 60% nel trasferimento regionale, essendo quest'ultimo passato dai 4 milioni e 140 mila euro del 2010 all'1 milione 470 mila euro attuali.

L’incontro è stato fissato dopo l'invio di una lettera, con carattere di urgenza, al presidente Zaia, lettera nella quale la Zaccariotto esponeva i motivi che destano la sua particolare preoccupazione, in vista dell’imminente inizio della stagione turistica. "Abbiamo deciso di impugnare la deliberazione della Giunta regionale n. 741/2012, che riteniamo illegittima, e assunta in violazione dell’art. 21 della legge regionale 33 del 2002, che prevede il trasferimento delle risorse necessarie per lo svolgimento delle attività delegate alla Provincia in materia turistica", sottolinea la presidente.

Alla base dell'allarme lanciato vi sono, innazitutto, le vicende personali degli addetti al servizio turistico provinciale: "Questa decurtazione così pesante dei trasferimenti regionali al turismo", prosegue la Zaccariotto, "Non consentirà alla nostra Apt, l’azienda provinciale di promozione turistica, di far fronte già a partire dal mese di luglio prossimo al pagamento degli stipendi dei 78 lavoratori con rapporto di lavoro a tempo indeterminato".

Non mancano, però, nemmeno delle motivazioni prettamente economiche, quelle che impongono la tutela di un settore fondamentale per la provincia di Venezia: l’Apt non potrà, conclude la presidente "Garantire i servizi di informazione e accoglienza turistica per la stagione estiva, neppure nelle località balneari".

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