Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

"Taglia i fondi e scappa": universitari contro la riforma delle borse di studio

Una nota congiunta dei rappresentanti degli studenti di Venezia, Padova e Verona mette nel mirino le nuove norme che potrebbero essere approvate in extremis dal governo Monti

"Nonostante l'attuale governo sia dimissionario, sta cercando di fare un vero e proprio blitz, per approvare in pochi giorni e senza nessun tipo di confronto una riforma che punta alla demolizione del sistema di diritto allo studio universitario": a dirlo, in una nota congiunta, l'unione degli universitari di Venezia e di Verona, gli studenti Per-udu Padova e la rete degli studenti medi del Veneto, secondo i quali "il ministro Profumo, a meno di un mese dalle elezioni, punta a varare una legge che rappresenta la definitiva distruzione del diritto allo studio partendo dall'inasprimento dei requisiti per accedere alle borse".

"Se questo decreto dovesse passare - è detto ancora - verrebbe introdotto un limite d'età per ottenere la borsa di studio: infatti sarebbe necessario iscriversi al primo anno della triennale entro i 25 anni d'età e al primo anno della magistrale entro i 32, creando una situazione discriminatoria verso chi magari inizia un percorso lavorativo prima di rientrare nel mondo della formazione, senza fare differenze tra chi magari ha precedentemente interrotto gli studi per necessità economiche. Inoltre, vengono modificati i requisiti, abbassando ulteriormente la soglia reddituale per poter accedere alla borsa di studio: massimo 20mila euro nelle regioni del Nord Italia, 17.150 euro per il Centro e 14.300 euro per il Sud e le Isole, creando quindi anche una disparità di diritti su base geografica". Critiche anche al fatto, tra l'altro, che le borse diminuirebbe l'importo delle borse di studio. (Ansa)

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