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Stretta sui take away: "No nuove aperture fino al 2021, controlli massimi su quelli esistenti"

C'è l'intesa tra Regione e Comune sulla regolamentazione delle attività di vendita di cibo d’asporto in centro storico. Nel mirino igiene, gestione dei rifiuti prodotti e servizi sanitari

C'è l'intesa tra Regione e Comune di Venezia per bloccare le nuove aperture di "take away" fino al 2021. Giro di vite anche per quanto riguarda la regolamentazione delle attività commerciali esistenti che propongono la vendita di cibo d’asporto, il cosiddetto take-away, nel capoluogo lagunare.

Regolamentazione 

Il testo era già stato approvato dal Consiglio comunale a maggio dell'anno scorso, recependo gli indirizzi indicati dalla giunta regionale, competente in materia di libera concorrenza. L'amministrazione Brugnaro ha dato il via libera a una delibera che, d'intesa tra il primo cittadino e il presidente Luca Zaia e, in attuazione delle linee guida approvate nel 2017 nelle quali si dava seguito agli accordi presi con Unesco, prevede il divieto per tre anni di aprire nuove attività commerciali che abbiano come fine quello di vendere del cibo d’asporto e impone ulteriori disposizioni da rispettare per chi ha già un’attività di questo tipo in città. Inoltre, le determinazioni comunali, accolte dalla Regione, pongono non solo delle limitazioni ad alcune aperture di queste attività, ma danno mandato, come intervento strutturale, ad apportare una serie di modifiche alle regolamentazioni che saranno in seguito sottoposte all'approvazione del Consiglio comunale.

Igiene pubblica

La prima riguarda la modifica del regolamento d’igiene pubblica, che attualmente prevede disposizioni diverse per città storica e terraferma: i due testi del regolamento verranno unificati e saranno ampliati gli standard strutturali. Chi manipola e vende cibo, dovrà prevedere la presenza di una toilette e rispettare nuove norme edilizie, legate alla dimensione degli spazi. La polizia locale sta predisponendo una serie di prescrizioni a livello di Regolamento di polizia urbana che prevedono interventi e oneri a livello di decoro a carico delle attività, soprattutto per quanto riguarda le aree esterne.

Gestione dei rifiuti

Si chiederà un impegno alla raccolta dei rifiuti e alla manutenzione dell’area antistante l’attività commerciale, indipendentemente dal fatto che il locale sia o meno concessionario di un’area esterna. Il divieto di nuova apertura non sarà applicabile a coloro che hanno già ottenuto titoli edilizi finalizzati all'apertura di dette attività, e sarà limitato alla città storica, alle isole di Murano e Burano, ma non al Lido e Pellestrina.

"Contrastare l'abbassamento della qualità"

“Il primo obiettivo che ci siamo posti come amministrazione comunale è quello di difendere e tutelare il decoro della nostra città - spiega l'assessore al Turismo, Paola Mar, nel ringraziare per il lavoro svolto il presidente della IX commissione Commercio e Attività produttive, Paolo Pellegrini - Purtroppo il processo di liberalizzazione spesso va nella direzione opposta alla tutela dei caratteri ambientali e del tessuto storico di Venezia ed è per questo che, proprio nell'ottica di proseguire nella campagna di sensibilizzazione #EnjoyRespectVenezia, abbiamo voluto procedere con questa delibera. In questo modo vogliamo, di fronte alla costante crescita dei flussi turistici, avviare procedure che tutelino l'autentica identità della città lagunare. In particolare, il proliferare di attività di vendita e consumo del cosiddetto “food take away” ha generato un abbassamento dello standard di qualità del prodotto e favorisce una percezione negativa, non solo al residente ma anche al visitatore”.

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