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Tartarughe gravemente ferite da eliche di motore sul litorale: profondi tagli al carapace

I due esemplari si sono spiaggiati tra venerdì e sabato. Una è stata trovata viva ma non ce l'ha fatta per i traumi riportati. L'altra, rinvenuta a Punta Sabbioni, era già morta

Due tartarughe si sono spiaggiate tra venerdì e sabato con ferite da taglio molto probabilmente causate da un elica di motore da imbarcazione sul litorale veneziano. Una è stata ritrovata viva ma gravemente ferita da alcuni pescatori, che poi, grazie anche ai piloti del Porto di Venezia, è stata trasferita verso la stazione Idrobiologica di Chioggia dell’Università di Padova, dove è stata visitata dal veterinario della rete Wwf. Il medico non ha potuto far altro che constatarne il decesso per le gravi ferite riportate con dei tagli molto profondi al carapace.

L'altra, rinvenuta sul litorale di Punta Sabbioni è stata presa in carico dai volontari del museo di Storia Naturale di Jesolo in contatto coi volontari del Wwf, sempre con una profonda ferita al carapace causata da impatto con natante. La seconda tartaruga era già morta quanto è stata vista da alcuni bagnanti. Tutte e due di grandi dimensioni. La prima era un adulto che aveva risalito le acque pescose dell’Alto Adriatico per entrare dentrola laguna di Venezia.

“Le tartarughe marine sono incontri sempre più frequenti nelle nostre acque – afferma Paolo Perlasca, coordinatore del programma Tartarughe Marine Wwf Italia per il Veneto - e occorre quindi porre la massima attenzione perché a volte l’eccesso di velocità con il conseguente moto ondoso rischia di causare gravi pericoli, non solo al prossimo o a chi vuole passare una giornata tranquilla in barca, ma anche a questi animali selvatici a rischio di estinzione che frequentano le acque interne lagunari. Un ambiente che chiede maggiore rispetto da chi lo frequenta, soprattutto d’estate. Evitare di lanciare rifiuti in mare sicuramente è un aiuto all’Adriatico sempre più “zuppa di plastica”. Ma occorre anche evitare di usare il mare, e soprattutto la laguna di Venezia, come fosse un autostrada, anche nei canali navigabili. L’impatto con la chiglia o l’elica può causare ferite gravi e spesso letali a questi animali”.

Per eventuali richieste di primo intervento si prega sempre di contattare la Capitaneria di Porto al 1530 o il numero Wwf che fa capo all’Oasi Wwf Dune degli Alberoni 348.2686472 che coordina una rete di volontari ed è in contatto con i maggiori Enti e Istituzioni sul litorale veneto che si occupano di questi rettili marini a rischio di estinzione e dell’ambiente in cui vivono.
 

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