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La nuova imposta peggio della vecchia, Tasi più salata dell'Imu

Il 21 luglio il termine ultimo per il pagamento della nuova tassa per i proprietari di prima casa, ma tra detrazioni e rendite sarà un vero salasso

Si avvicina il termine ultimo per il pagamento della Tasi, l'imposta sul possesso di immobili che ha sostituito l'Imu (a sua volta entrata in vigore al posto dell'Ici): la prima rata va saldata lunedì 21, un regalo di dopo Redentore a cui moltissimi veneziani avrebbero volentieri rinunciato anche perché, nonostante le tante belle parole spese dal governo Letta sulla nuova tassa, molto spesso si arriverà a sborsare di più che con la già tanto vituperata Imu: come riportano i quotidiani locali, infatti, tra detrazioni e rendite catastali, le cifre da riportare nei bollettini sono sempre più incerte.

COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA - L’aliquota della Tasi è stata fissata più in basso rispetto all'Imu, al 3,3 per mille contro il 4 per mille della vecchia imposta, ma paradossalmente in molti finiranno a pagare quanto se non più dell'anno passato. Il motivo è presto detto: ci saranno meno detrazioni. Il Comune di Venezia si è impegnato a finanziare gli “sconti” con il gettito proveniente dalle seconde case nella misura massima consentita dalle sue finanze, ma raggiungere le cifre della vecchia Imu resta comunque un'impresa impossibile, tanto più che le detrazioni più cospicue sono destinate alle rendite catastali più basse. Ma tra rendita catastale e valore di mercato spesso c'è un abisso, specialmente a Venezia, dove intere zone sono a classificazione “ultrapopolare”. Anche in questi casi comunque, spendere meno rispetto al 2013 resta un'utopia. Le abitazioni di nuova costruzione, poi, subiranno un vero e proprio salasso (i proprietari di immobili a Mestre, Marghera e Lido sono avvisati). Da considerare anche le soglie per accedere alle detrazioni, rese più aspre con la Tasi: ogni figlio a carico garantisce 50 euro in meno da segnare sul bollettino, ma al tempo stesso le rendite sopra i mille euro non hanno più diritto ad alcuno “sconto”, che con l'Imu era invece di 200 euro fissi. Difficile, insomma, anche capire cosa fare e quanto pagare.

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