Taxi acquei: «Ormeggi, imbarchi e sbarchi impossibili. Divieti e limiti. Meglio la gondola»

Il racconto del tassista Alessandro Gaburro: «Per caricare o scaricare clienti a Rialto bisogna avere la giornata fortunata. L'ordinanza? L'ultima goccia»

Taxi acqueo

«Tante licenze, forse anche troppe. Siamo poco meno di 400, e per fortuna che anni fa noi tassisti ci siamo messi a dormire davanti al Comune di Venezia per impedire che ne venissero rilasciate altre, altrimenti ci sarebbe il caos totale in laguna - non ha dubbi Alessandro Gaburro -. Sono salito a bordo di un motoscafo, la prima volta, che avevo 12 anni. Se oggi mi chiedi se mi piace fare il tassista, ti rispondo che andrei a fare il gondoliere. Le condizioni per il servizio di trasporto persone, sono al limite della possibilità. Imbarchi, sbarchi, divieti, taxi pieni, taxi vuoti, orari, ncc (noleggi con conducente), taxi ordinari, taxi in servizio extra, licenze bivalenti. Ci mancavano le targhe alterne. Non siamo mica contrari alle regole. Sono necessarie. Ma non al punto di impedirti di fare il tuo lavoro. Avvicinarsi a una riva o a un pontile, per caricare o scaricare in tranqullità e sicuerzza clienti e bagagli, è diventata una questione di fortuna. Dipende se trovi il posto giusto, sei hai la licenza giusta e la targa giusta per quella giornata, se non ci sono altri in coda, e se te lo lasciano fare - racconta - come mi è successo ieri».

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La licenza

«Ero in servizio extra, la mia è una licenza bivalente, pago 1500 euro all'anno per fare servizio taxi e anche quello ncc. A parte i tre giorni con i turni di servizio ordinario, con orari variabili dalle 8 alle 18 o 18-20, o 18-24, e stazi variabili, piazzale Roma piuttosto che San Marco, negli altri giorni posso fare servizio di noleggio. È tutto registrato dall'amministrazione tramite uno sportello telematico dove mettiamo i dati. Quando sei taxi, o taxi in servizio extra, esponi la bandierina gialla, quando ncc, quella verde. E questo è necessario anche per capire dove ormeggiare. Sei sei taxi non puoi adoperare il pontile degli ncc. E viceversa. Quando sono in servizio extra posso mettermi nello spazio comunale, a patto di trovarlo libero, ed essere a disposizione se un cliente mi chiama. Ma questa possibilità è sempre più difficile. Figuriamoci se volessi rimenere in attesa per i clienti che arrivano alla stazione, ad esempio. A parte che non abbiamo più l'ormeggio in riva. C'è, dall'altra parte del canale, appena l'area per imbarcare e sbarcare. Mentre arrivando in stazione a Roma o Padova, hai il taxi che ti aspetta appena all'uscita, qui a Venezia non lo vedi neanche. E di certo, a meno che tu non l'abbia prenotato prima, non lo cerchi».

Riva del Vin

«Ieri mi hanno chiamato alcuni clienti in riva del Vin alle 10.15. L'unico punto di imbarco in sicurezza era il pontile con scritto noleggio (ncc). Io però ero in servizio taxi. Avevo sei persone da caricare. Lo spazio per gli ncc era vuoto e certamente il più sicuro. Ho fatto manovra, ho iniziato a imbarcare i clienti, poi sono arrivati i vigili e mi hanno detto che non potevo ormeggiare lì perché è ad uso esclusivo del noleggio. Ho fatto scendere il cliente, l'unico che avevo caricato, e mi sono spostato un po' più avanti. Ho detto ai vigili, dove imbarco? C'è un punto di imbarco e sbarco per i mototopi. E in quel momento era occupato. Ho potuto caricare i miei clienti solo dopo 40 minuti, aspettando il topo, e per di più dove non c'erano neppure le condizioni per far salire i clienti. Io mi chiedo, ma se a Rialto non possiamo andare a caricare da vuoti, perché c'è il divieto, il pontile in riva del Carbon è dall'altra parte del canale (non posso dire al passeggero che mi raggiunga, magari con i bagagli), e quello in riva del Vin lo possono utilizzare solo i motoscafi a noleggio, i taxi dove vanno? Questo succede da due anni a questa parte, da quando il pontile ha la scritta noleggio. Che è una autorizzazione comunale. Ora temo pure di prendere la multa di 180 euro. Il verbale non mi è stato consegnato dai vigili al momento, ma potrebbe arrivarmi a casa nei prossimi tre mesi. Sono già pronto a impugnarlo». «Valuteremo l'episodio - dice al telefono il legale di Alessandro - ma l'ormeggio dovrebbe poter avvenire in qualsiasi punto ricadente nel Comune di Venezia, pontili e fondamenta, se il conducente ritiene che sia l'unico dove poterlo fare in condizioni di sicurezza. E questo in base al regolamento comunale stesso e alla legge regionale 63 del '93».

Traffico

«Moto ondoso e traffico vanno combattuti - dice Gaburro -. Ma certo non siamo gli unici a inquinare e nemmeno quelli che inquinano di più. Comunque stiamo cercando di fare uno studio su questo per poterlo dimostrare con i dati. Allungare i percorsi, a causa dei divieti, di sicuro non riduce né inquinamento né moto ondoso. Si vada a vedere cosa sta diventando il canale della Giudecca. Pieno zeppo. Oltretutto, per risparmiare tempo, corri. Basterebbe mettere qualche laser in più per rilevare la velocità, in alcuni punti della città, o riempire quelle postazioni vuote con un poliziotto all'interno, giusto deterrente per rallentare. Tutti. Non solo i motoscafi. Gps alla mano possiamo dimostrare che corriamo anche meno dei vaporetti, che spesso ci sorpassano. Prossima sfida sarà quella della Mostra del cinema - conclude - vero banco di prova per capire quali prodigi abbia prodotto l'ultima ordinanza».
 

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