Tav, Zaia: "Impatto imbarazzante, meglio usare il tracciato che c'è"

Il governatore del Veneto chiede alternative e propone il rinforzo delle linee esistenti. Da Conte e Rubinato piovono le critiche alla Giunta regionale

Luca Zaia

Il presidente del Veneto Luca Zaia porterà una delibera nella quale chiederà che la Regione si schieri ufficialmente a favore del tracciato complanare alla ferrovia per la realizzazione della Tav nella tratta veneta della Venezia-Trieste. Lo ha anticipato lo stesso Zaia, spiegando che, qualora venga approvata, si tratterà solo di ''una comunicazione formale al commissario, che è del governo e non della Regione''.

DIVERSE POSSIBILITÀ - ''Fin dal primo giorno - ha ricordato Zaia - abbiamo detto al commissario di metterci in condizione di valutare progetti alternativi al tracciato litoraneo, oggetto di una delibera del 2006: non una brutta idea, ma dall'impatto imbarazzante. I progetti alternativi erano due: quello complanare al sedime ferroviario e quello complanare all'A4. E quel che è venuto fuori in maniera macroscopica dalla nostra analisi è da un lato la totale indisponibilità del territorio alla soluzione litoranea, che taglia in due l'ultima parte della campagna veneta ancora integrale, dall'altro una ferrovia utilizzata solo per il 40% - ha rilevato - che quindi va portata a regime, recuperando il 60% inutilizzato e valutando il raddoppio''. ''Il progetto litoraneo - conclude Zaia - non passerà mai la Via, perché i vincoli ostativi non saranno mai rimossi con una riunione Via. L'intento di questa delibera vuole quindi essere quello di far partire un domino, denunciando in primis che, in maniera vergognosa, non c'è un centesimo stanziato per una struttura strategica e voluta da tutti i territori''.

SERVONO SOLDI - Sempre in tema di Tav, Zaia ha sottolineato che dal governo la Regione "non si aspetta solo un progetto, ma anche le risorse necessarie per realizzarlo. La grande farsa nazionale è quella di una Roma che parla di grandi infrastrutture, ma chi paga le tasse non ha queste infrastrutture: qualcosa non mi quadra...". "In assenza di risorse - ha aggiunto -, sarebbe buon gusto prendere in considerazione la assai ragionevole proposta degli industriali di un project financing". Per il presidente veneto la Tav "è un progetto organico che riguarda tutte le Regioni: adesso - ha concluso - dobbiamo cercare di recuperare il troppo tempo perso in passato. Il collegamento Barcelona-Kiev va nella direzione di non isolare i nostri territori. Il numero di fermate in territorio veneto? Va studiato quello più ragionevole che sia compatibile con una velocità che sia realmente alta".

LA REPLICA - “Tre anni e 14 milioni di euro spesi inutilmente. Tanto c’è voluto al presidente Zaia e alla sua Giunta per capire quanto noi semplici sindaci di campagna avevamo detto sul progetto di tracciato litoraneo della Tav fin dall’autunno 2010, ovvero: che non s’aveva da fare. Proprio, e non solo, per quell’impatto ambientale che oggi il governatore del Veneto ha etichettato come ‘imbarazzante’. A dire il vero in questa vicenda di ‘imbarazzante’ c’è l’incapacità con cui il governo regionale di centrodestra da anni pianifica lo sviluppo infrastrutturale del territorio”. E’ questo il commento di Simonetta Rubinato e Silvia Conte, sindaci di Roncade e Quarto d’Altino, appresa la notizia dell’intenzione del governatore Zaia di portare in Giunta una delibera con cui la Regione Veneto si schiera a favore del tracciato complanare alla ferrovia esistente.

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BOTTA E RISPOSTA - “Il 10 ottobre 2010 – ricorda l’onorevole Rubinato – appena avuta notizia del tracciato litoraneo denunciai che esso avrebbe tagliato in due una delle poche aree di campagna veneta ancora integre, la tenuta agricola di Ca’ Tron nel comune di Roncade, come ho ricordato di recente anche alla nuova proprietà, la Cattolica Assicurazioni. Ma nell'ottobre del 2010 Zaia, non avendo il coraggio di affrancarsi dal suo assessore alla mobilità Chisso, ha fatto orecchie da mercante, dichiarando pubblicamente che la Giunta veneta optava per il tracciato litoraneo perché consentiva di fare una fermata a servizio delle spiagge”. “Il fatto che la Giunta veneta abbia cambiato idea – concludono le due sindache – è una buona notizia. Tanto più che dalle parole di Zaia pare di capire che anche l’idea di una nuova infrastruttura potrebbe essere per il momento accantonata a favore dell'adeguamento e potenziamento dell’attuale linea ferroviario, oggi sotto utilizzata, come da tempo chiedono i nostri Comuni”.

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