Tav Venezia - Trieste: arrivano 1,8 miliardi, ma serve nuovo progetto

Secondo il ministro Lupi il piano attuale è obsoleto, bisogna ripensare i lavori a zone, perché siano meno invasivi e sostenibili economicamente

Si torna a parlare di Tav, non quella della Val di Susa, sempre al centro di accese polemiche, ma piuttosto della sua “sorellina”, ovvero il progetto per la linea ad alta velocità Venezia – Trieste. A risollevare la questione è il governatore veneto Luca Zaia, che ha ribadito l'intenzione del governo a procedere con i lavori dopo una riunione con la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, il ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, il commissario straordinario per la Tav Venezia-Trieste, Bortolo Mainardi, l'amministratore delegato di Rfi, Michele Mario Elia, e il capo della struttura tecnica di missione del ministero alle Infrastrutture, Ercole Incalza.

NUOVO PROGETTO - La commissione Lavori Pubblici del Senato ha effettivamente ascoltato le varie parti interessate riguardo alla nuova tratta ferroviaria, e, come spiegato da un soddisfattissimo Luca Zaia ai giornalisti, è arrivato lo “sblocco” della progettazione del tratto Verona-Padova e del tratto Venezia-Portogruaro, con l'abbandono dell'ipotesi del vecchio tracciato, oltre alla progettazione del tratto fra Venezia e l'aeroporto. Lupi stesso ha dato l'ok ad un investimento da 1,8 miliardi di euro per far “schizzare” i treni veneti fino a 200 chilometri orari, ma per quanto riguarda il metodo di lavoro sembra ci sia ancora molto da fare: il titolare delle Infrastrutture ha infatti vincolato la realizzazione della Tav a un nuovo progetto, che proceda a fasi per essere il meno impattante possibile, meno invasiva e, soprattutto, più sostenibile a livello economico. Il vecchio piano, a parere del ministro, era ormai “obsoleto”, e se davvero si vuole migliorare il trasporto del Nord-est è essenziale pensare ad una strategia più flessibile.

I COMMENTI - “Apprendiamo con sollievo che le richieste di noi sindaci di abbandonare il tracciato litoraneo sono state finalmente accolte e che Governo e Regione si sono orientati sull’ipotesi di ammodernamento della linea ferroviaria Venezia-Portoguaro esistente. I nostri consigli comunali lo chiedevano dal 2011. Meglio tardi che mai”. Silvia Conte e Simonetta Rubinato, sindache di Quarto d’Altino e Roncade, comuni interessati dal tracciato della Tav, commentano così le notizie giunte da Roma, dopo l’incontro tra il ministro alle Infrastrutture, i governatori di Veneto Luca Zaia e Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e il commissario straordinario Bortolo Mainardi.

“Questa decisione – osservano le due prime cittadine – dimostra che non si può continuare con la logica delle grandi opere a prescindere e gettare denaro pubblico per progetti costosi e calati sulle teste delle comunità locali. Nel campo dei trasporti serve una visione strategica e non interventi a spot. In ogni caso confidiamo che ci venga fornita la documentazione in merito al progetto per capirne meglio costi/benefici anche per chiarire se esso servirà per lo spostamento delle merci o delle persone”.

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