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Brugnaro nella "tana" Cgil: "Siamo nel 2018, serve costruire un concreto futuro di lavoro"

Lunedì al business center di Banchina dell'Azoto a Marghera tavola rotonda del sindacato. Piron: "Necessario includere le parti sociali". Il sindaco: "Meno critiche, più azioni"

"Siamo nel 2018, dobbiamo rendercene conto". A parlare è l'ospite che non ti aspetti a un convegno Cgil. O meglio, l'ospite che non ti aspetteresti guardando alla realtà "con i parametri del passato", come ha dichiarato lui. Parola del sindaco Luigi Brugnaro, che lunedì pomeriggio ha presenziato assieme al presidente di Confindustria, Vincenzo Marinese, a una tavola rotonda organizzata dal sindacato sul futuro della città metropolitana. L'appuntamento al business centre di via Banchina dell'Azoto a Porto Marghera. Padroni di casa Enrico Piron, segretario generale metropolitano Cgil, e il segretario confederale della Cgil nazionale, Vincenzo Colla. Segnale che, per lo sviluppo del territorio metropolitano, l'intento è di giocare il più possibile di squadra, con idee magari diverse ma remando tutti nella stessa direzione.

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Le idee della Cgil

E' toccato a Piron illustrare i punti salienti del "Piano per il lavoro" predisposto dalla Camera del lavoro, che mette in primo piano il rilancio di Porto Marghera, l'attuazione in tempi brevi e certi delle bonifiche, la valorizzazione dell'area portuale con la concessione del porto franco, lo spostamento della stazione marittima solo quando saranno valutate le reali capacità di carico del canale dei Petroli. La Cgil chiede anche un tavolo permanente metropolitano per il Turismo e un ruolo attivo e di primo piano della Città metropolitana nel costruire, assieme alle forze sociali, un nuovo modello di sviluppo che sostenga anche settori produttivi ora in crisi o diventati secondari.

Brugnaro: "La Cgil vuole partecipare? La accogliamo"

"Non diciamo che la Città metropolitana non c’è - ha commentato a margine il primo cittadino - La città metropolitana esiste. Abbiamo efficientato la macchina, recuperato decine di milioni di euro e oggi abbiamo 50 milioni di euro da investire sul territorio, partendo dalle emergenze e dalle manutenzioni. La Cgil vuole partecipare al suo sviluppo e accogliamo con piacere il suo invito. La Cgil parteciperà assieme ai vari sindacati e alle altre associazioni di categoria". 

Cgil: "Chiarezza su Porto Marghera"

Il sindacato, per assicurare un futuro al tessuto produttivo del territorio, guarda al manifatturiero: "Abbiamo costruito un documento su questo - ha dichiarato il segretario metropolitano della Cgil, Enrico Piron - A Porto Marghera devono essere conclusi marginamenti e bonifiche e serve chiarezza sul tipo di attività che saranno inserite. Le imprese devono sapere come devono investire. Al nuovo governo, chiunque sarà, chiediamo di mantenere gli accordi che abbiamo preso con il precedente". A giudicare dalle parole di Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria, di realtà interessate al grande polo industriale ce ne sarebbero: "Il 7 marzo si è conclusa la call per quanto riguarda l'area di crisi complessa - spiega - si parla di 200 milioni di euro di investimenti pronti a riversarsi sul territorio, a partire dal manifatturiero. Porto Marghera non è più un problema, i terreni inutilizzati sono solo il 15%. L'importante è che ci sia una ricaduta sull'occupazione". 

Brugnaro: "Ai quadri Cgil dico 'ora è il tempo delle risposte'"

Questo è stato il minimo comune denominatore dell'intera tavola rotonda: "Sono qui perché voglio parlare di posti di lavoro - ha dichiarato alla platea il sindaco Brugnaro - Non sono qui per provocare nessuno, perché la Cgil è un'organizzazione a tutela della legalità. Ma dobbiamo avere il coraggio di parlare anche delle cose che sono state fatte e funzionano, questa non è una città allo sbando. Siamo nel 2018, si fanno ancora lotte su questioni lontane dalla realtà. Si è andati troppo spesso dietro alle simpatie, ma ora il tempo delle risposte è arrivato. Questo io dico ai quadri della Cgil". 

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