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Teatro stabile del Veneto: "Possibile ricorso alla magistratura contro il declassamento"

Il consiglio di amministrazione intende accedere agli atti della Commissione del ministero dei Beni e delle Attività Culturali che hanno tolto la qualifica di "Nazionale", lo scorso fine marzo

Il Consiglio di amministrazione del Teatro Stabile del Veneto, che si è riunito informalmente martedì a Padova, ha chiesto l'accesso agli atti della Commissione che ha declassato il teatro pubblico del Veneto, a fine marzo scorso, valutando possibilità e conseguenze di un eventuale ricorso alla magistratura amministrativa. “Siamo consapevoli – ha dichiarato il presidente, Angelo Tabaro – che sarebbe un atto gravido di conseguenze per tutto il comparto, ma ribadiamo la volontà, comune a quella degli assessori regionali alla Cultura del Triveneto, che ringraziamo per la loro solidarietà, a partecipare alla riscrittura di una legge a ora non compiuta”.

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Dialogo con il ministero

Il presidente Tabaro, il vice presidente Beltotto, e il consigliere Oss Noser intendono verificare se ci sia la possibilità di trovare soluzioni alternative per riallacciare un dialogo con le strutture tecniche del ministero. "L’obiettivo è quello di restituire a circa sette milioni di cittadini italiani che vivono nel Nordest, la sensazione di non essere emarginati dal flusso dei contributi dello Stato, necessari per la vita di questo teatro e di tutti i teatri", scrive il Consiglio.

“In questo senso – ha sottolineato Oss Noser – appare necessario aprire un tavolo di confronto con la Regione del Veneto, e con i Comuni di Padova e di Venezia, per verificare le conseguenze di un possibile taglio delle risorse, che avrebbe esiti inevitabili sulla programmazione, sul rapporto con gli spettatori, sul percorso culturale avviato quattro anni fa, e che aveva portato a indiscutibili e positivi risultati”.

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Burocrazia

“La solidarietà di tutte le istituzioni, - ha ricordato il vicepresidente Giampiero Beltotto – pure di quelle non coinvolte direttamente, in particolare del presidente del Senato, del presidente della Regione, degli assessori competenti e di decine di parlamentari, oltre a quella dei sindaci di Padova e di Venezia che si sono immediatamente mobilitati in favore del Teatro Stabile, ci spinge a rilanciare il nostro progetto, anzi ad ampliarlo: i cavilli burocratici non devono fermare un percorso di crescita, che proprio in questi giorni vede aprirsi delle possibilità di dialogo concreto e costruttivo con altre città del Veneto che vogliamo entrino a far parte della famiglia del Teatro Stabile”. 

Balasso sul declassamento dello Stabile

Incontro a Verona

Il Consiglio di amministrazione ribadisce il proprio impegno a presentare ai propri soci, alle istituzioni nazionali, regionali e locali, alla famiglia del teatro Veneto, e ai possibili investitori privati, in un incontro pubblico aperto a tutti, che si svolgerà a Verona entro la prima metà di giugno, il proprio disegno per il prossimo futuro, una progettualità che riteniamo indispensabile per ristrutturare la presenza nel Nordest di un teatro pubblico e privato al servizio del pubblico e della cultura.
 

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