Occhi elettronici vigilano su via del Bosco

Installate dall'Ater 16 telecamere a Marghera dopo quelle in via Camporese e in via dello Squero a Mestre. Speranzon: «Investimento per la sicurezza»

Telecamera Ater

Dopo le telecamere installate dall’Ater in via Camporese e in via dello Squero a Mestre, arrivano quelle in via del Bosco a Marghera. Sono attivi 16 nuovi occhi elettronici attorno all’edificio San Marco: una spesa di circa 20 mila euro cui si aggiungono i costi di gestione, come la fibra ottica e la manutenzione in caso di danni. Due gli obiettivi: tutelare il proprio patrimonio immobiliare e prevenire problemi di pubblica sicurezza nella zona dove sono stati segnalati. «Un altro investimento per la tranquillità dei nostri inquilini – spiega il presidente dell’Ater di Venezia, Raffaele Speranzon - e la sicurezza dei nostri immobili».

Deterrente

L’Ater spiega che più volte sono state raccolte evidenze e testimonianze di problemi di sicurezza su quell’area, derivanti da fenomeni criminosi più svariati: dal commercio abusivo allo spaccio e, ancor più gravi, le occupazioni abusive di alloggi. «Forti dell’esperienza positiva riferita dai residenti nell’attenuazione dei fenomeni criminosi nei luoghi in cui Ater ha installato impianti di videosorveglianza, come in via dello Squero e in via Camporese, sono state applicate anche in questa zona», dice Speranzon. Faranno da deterrente e per le forze dell’ordine saranno uno strumento in più nella battaglia all’illegalità. Nella zona in questi giorni è stata appesa tutta la cartellonistica informativa che indica come l’area, d’ora in poi, sarà videosorvegliata. Le 16 telecamere di via del Bosco sono state accese oggi, 17 giugno, per la prima volta.

I dettagli

Gli occhi elettronici sorvegliano le proprietà immobiliari e i terreni dell’Ater nelle vicinanze: il sistema tecnologico all’avanguardia permette di zoomare e fermare immagini e dettagli particolari, targhe di automobili comprese. In via del Bosco vi sono i due grandi edifici di proprietà dell’Ater di Venezia: il Serenissima e il San Marco, in quest’ultimo si trovano una sessantina di nuclei familiari, anche con anziani, e di questi 26 sono entrati nelle case nel 1983. Negli ultimi anni, proprio a causa della situazione di degrado nella zona, alcuni inquilini anziani hanno preferito restituire gli alloggi e recarsi in altre zone. «Continueremo - conclude il presidente - a fare tutto il possibile per tutelare i nostri inquilini, non abbassiamo la guardia e credo che questo passo importante trasmetta anche la nostra volontà di continuare a combattere i fenomeni d’illegalità».

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