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Il Mose rallenta la corsa, Cantone: "Non sarà pronto entro il 2017"

Il commissario anticorruzione l'avrebbe dichiarato mercoledì a Roma. All'orizzonte una gara europea per la manutenzione della grande opera

Arriva un altro rinvio per la conclusione dei lavori di costruzione del Mose, il sistema di dighe mobili che dovrà difendere Venezia dall'acqua alta. Almeno secondo quanto dichiarato dal presidente della commissione Anticorruzione Raffaele Cantone mercoledì mattina a Roma, in occasione della presentazione del libro "Corruzione a norma di legge", scritto dal giornalista Giorgio Barbieri e dall'economista Francesco Giavazzi. Come riporta la Nuova Venezia, il magistrato avrebbe dichiarato che la grande opera non sarà pronta nemmeno entro il 2017.

All'evento era presente anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi. "La lobby delle grandi opere che affonda l'Italia" è il sottotitolo del volume, che si concentra anche, se non soprattutto, sullo scandalo Mose e sui due decenni precedenti allo scoppio del "bubbone". Gli autori hanno cercato di far luce su quell'intreccio di imprese, di responsabili, di controllori e di controllati su cui si è abbattuta l'indagine della magistratura. Fino ad arrivare al commissariamento del Consorzio Venezia Nuova, deciso proprio dal commissario Cantone. Secondo il giornalista Barbieri, il danno per i cittadini sarebbe di 2,4 miliardi di euro. Soldi spesi per "oliare" quel sistema di sovrafatturazioni e tangenti su cui il pool della Procura lagunare ha lavorato a lungo.

Duro, ma non poteva essere altrimenti, anche il giudizio del presidente Matteo Renzi, secondo cui "in questo scandalo è lo Stato che ha fallito". Come se ne esce dunque? La ricetta di Cantone punta soprattutto sulla semplificazione legislativa. Troppe norme non è detto che secondo lui portino necessariamente legalità, anzi a volte costituiscono proprio il volàno della corruzione. Regole semplici, dunque, affiancate da un sistema legislativo in grado di contrastare effettivamente chi tenta di portare avanti i propri interessi in maniera illegale. All'orizzonte, infine, c'è il punto di domanda sui costi di manutenzione del Mose. Non serve solo ultimarlo, ma anche gestirlo e monitorarlo. Come già dichiarato nelle settimane precedenti, il responsabile dell'Anticorruzione anche mercoledì ha spiegato che verrà indetta una gara europea per scegliere chi avrà questi compiti, all'insegna della trasparenza.

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