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Scontri in Comune, Asc: "Volevamo solo presentare il nostro progetto"

Non si smorzano le polemiche dopo mercoledì. I Cinque Stelle: "Con Zappalorto i centri sociali hanno scoperto che devono rispettare le norme"

Continuano le polemiche dopo la tensione ce si è vissuta mercoledì a Ca' Farsetti, con il Comune che è rimasto "chiuso" per alcune ore dopo il tentativo di entrare nella sede municipale da parte degli attivisti dell'assemblea sociale per la casa. Respinti dopo un contatto con le forze dell'ordine. A 48 ore dai fatti l'assemblea sociale per la casa, in una nota, ha cercato di spiegare i motivi dell'iniziativa.

"L'Assemblea Sociale per la Casa, come reso pubblico tramite social network, mezzo stampa, manifesti affissi per tutta la città, aveva indetto un'assemblea pubblica a Cà Farsetti, casa di ogni cittadino, per approfondire la questione abitativa e le problematiche che affliggono il territorio veneziano - afferma Asc - Arrivati in Comune era presente all'interno una squadra di carabinieri e alcuni vigili urbani che ha impedito con forza l'accesso tirando fuori i manganelli e scagliandosi con una carica a freddo verso gli attivisti". Una interpretazione molto diversa rispetto a quella accolta dal Movimento Cinque Stelle, i cui aderenti invece poche ore prima della risposta di Asc, avevano condannato le "modalità violente con cui gli esponenti Asc hanno manifestato per l’emergenza abitativa, tentando addirittura di occupare con la forza il palazzo di Ca’ Farsetti, sede dell’amministrazione comunale".

Le intenzioni dei manifestanti era di organizzare un'assemblea pubblica in Comune: "Abbiamo scelto quella sede perchè riteniamo che sia la 'Casa' di tutta la città. Abbiamo scelto quella sede per farla vivere per un giorno di parole e azioni di cittadini che non trovano spazio e voce altrimenti, ma che hanno molto da dire e da fare, come chi rimboccandosi le maniche ha restaurato a proprie spese gli appartamenti chiusi da anni, inagibili, non assegnabili che l'Ater e il Comune hanno abbandonato, lasciando al degrado il patrimonio pubblico. Prendendoci carico e cura delle case e dei quartieri in cui viviamo abbiamo quindi deciso di presentare un progetto, perché ci vogiono politiche residenziali differenti in questa città. Che il vero degrado è lasciare abbandonato un patrimonio e vedere la propria città svuotarsi".

Di tutt'altro avviso il Movimento Cinque Stelle, che concorda solo su un punto: che ci sia un'emergenza abitativa: "La causa è certo sacrosanta, ma la forma scelta per arrivare ad avere un semplice colloquio con il commissario Zappalorto è tra le peggiori. I ragazzi dei centri sociali hanno scoperto di non essere affatto “più uguali degli altri” ma di dover sottostare banalmente, anche loro, alle normali regole di convivenza che la comunità si è data. La domanda di abitazioni, a canone “sociale” (ERP), deve essere trattata in modo responsabile e senza trucchi di sorta. Le graduatorie debbono essere fatte periodicamente e rispettate; le occupazioni abusive vanno fermate e sanzionate poiché precludono il godimento di un alloggio pubblico da parte di persone che ne avrebbero titolo. La proposta fatta, a tal proposito, di una cooperativa che si prenda in carico le case occupate può essere certo valutata ma non deve risolversi in una sanatoria degli abusi passati".
 

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