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Case occupate, tensione allo sgombero: attivisti contro la polizia locale a Mira

Parapiglia mercoledì mattina in via Borromini. Gli agenti stavano "difendendo" gli operai al lavoro per murare un'abitazione. Arrivano i manifestanti: urla e pure qualche calcio

Momenti di tensione mercoledì mattina a Mira in corrispondenza della palazzina di via Borromini 7 al centro di una annosa polemica. Gli appartamenti dell'immobile di proprietà comunale non sono agibili da tempo, ma nonostante ciò ci vivrebbero cinque famiglie. Occupando abusivamente. Per questo motivo di prima mattina si sono presentati gli agenti del Comando di polizia locale, assieme alla ditta incaricata, con l'intento di sbarrare l'ingresso di un appartamento al piano terra.

Si tratta di un alloggio senza servizi o acqua corrente sfruttato da un senzatetto come "dormitorio". Risultato: decine e decine sarebbero le bottiglie trovate sul pavimento (con dentro i propri bisogni). Una situazione di grave carenza igienica cui l'amministrazione ha cercato di porre un freno sostituendo la porta d'ingresso con una di tipo blindato e murando le finestra. 

L'operazione, però, è riuscita a metà: dopo che gli operai avevano sostituito la porta, infatti, si sono presentati alcuni aderenti al sindacato 
Slai-Cobas, che seguono la vicenda fin dall'inizio. Già a gennaio 2013 si erano resi protagonisti di una incursione durante il Consiglio comunale. Si tratta infatti di una questione ereditata dalla precedente amministrazione: l'ipotesi allo stato ritenuta più percorribile è di vendere l'immobile per incamerare risorse. Magari anche per trovare nuovi spazi per l'edilizia pubblica. 

All'arrivo dei manifestanti le operazioni sono state bloccate. Alcuni degli agenti di polizia locale presenti (sul posto c'erano quattro pattuglie) hanno indossato i caschi e utilizzato gli scudi antisommossa. Necessario farlo. Secondo testimoni sarebbe volato anche qualche calcio nei confronti degli uomini in divisa. Di certo ci sono state urla e parole grosse, nel tentativo dei manifestanti di stoppare l'intervento: loro non vogliono che le cinque famiglie occupanti vengano allontanate. Della questione se ne parlerà con ogni probabilità anche durante la prossima riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza previsto per il 22 marzo in prefettura. Al vaglio, sulla base della relazione della polizia locale, la sussitenza di eventuali reati. Per salvaguardare l'ordine pubblico e soprattutto l'incolumità dei presenti, si è deciso quindi di sospendere tutto. Ma il problema resta.

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