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L'arma del delitto

L'arma del delitto

Tentato omicidio a Chioggia: medico preso a coltellate dal rivale in amore

L'aggressione ieri sera nello studio del malcapitato in calle Gradara. G.S., 59enne, ha ferito il suo interlocutore, in prognosi riservata, durante una lite riguardante la sua ex moglie

E' stato colpito sia all'addome che alla schiena. G.S., 59 anni, residente a Chioggia, non si sarebbe fermato al primo fendente. Avrebbe continuato a colpire il proprio "rivale in amore", P.A., un medico 58enne sempre della città clodiense. L'uomo è stato preso a coltellate verso le 19 di lunedì nel suo studio medico di calle Gradara. L'aggressore, disoccupato, aveva con sé una fiocina e un coltello a serramanico dalla lama di dieci centimetri, poi rinvenuto e sequestrato da carabinieri e polizia scientifica nelle vicinanze del tentato omicidio.

Il motivo della furibonda lite, le cui urla sono state percepite dai residenti del palazzo che hanno chiamato il 112, sarebbe di carattere passionale: l'ex moglie di G.S., 49enne, infatti, ormai da anni convive con il ferito, trasportato d'urgenza all'ospedale Dell'Angelo di Mestre in prognosi riservata. Avrebbe subito la perforazione di entrambi i polmoni ma non sarebbe in pericolo di vita. La coppia abita insieme nella stessa abitazione che G.S. aveva dovuto lasciare dopo la separazione. Dal 2008 i due contendenti avevano depositato reciproche querele, in una faida che evidentemente non si è sopita nel corso degli anni. Tra minacce e liti.


Lunedì sera il tentativo di chiarire ancora una volta la questione. G.S. si sarebbe presentato nello studio medico senza preavviso. Ha aspettato il proprio turno tra i pazienti e poi è entrato nell'ufficio. Seguono la lite e le urla. L'aggressore non ci ha visto più: ha estratto la lama e ha colpito, non prima di avere minacciato il malcapitato con la fiocina. Non si sa ancora se il primo fendente è stato inferto quando il medico era di spalle o se quando i litiganti si trovavano uno di fronte all'altro. In ogni caso l'omicida mancato si è poi allontanato in fretta e furia da calle Gradara, prima dell'arrivo dei militari dell'Arma e della polizia scientifica. Poi, preso dal rimorso, si è costituito al commissariato locale, con le mani ancora sporche di sangue. E' stato arrestato per tentato omicidio e accompagnato al carcere di Santa Maria Maggiore.

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