"Aiutatemi, ho sparato a mia moglie", tentato omicidio a Cinto

Un 81enne, ex titolare di un bar, è entrato nel bagno e ha fatto fuoco giovedì mattina contro la moglie, ora in gravi condizioni a Mestre

A un certo punto, poco prima delle 9 di mattina, ha preso il fucile da caccia e ha sparato alla moglie. Una vicenda ancora dai lati oscuri a Settimo di Cinto Caomaggiore, dove una donna è stata trasportata in ospedale dopo essere stata presa di mira dal consorte, Antenore Maculan, un 81enne ex proprietario di un bar di Sesto al Reghena. Le cause sono ancora al vaglio delle forze dell'ordine, intervenute sul posto insieme ai sanitari del 118. E' possibile che alla base ci possa essere stata, tra le altre cose, anche una forma di gelosia incontrollata

Non ci sarebbero stati litigi o diverbi negli istanti immediatamente precedenti al gesto. Nessuno dei vicini avrebbe udito urla o rumori prima di quell'unico sparo che ha raggiunto l'anziana, una 73enne, tra l'inguine e l'addome. L'aggressore sarebbe entrato nel bagno già armato, per poi fare fuoco mentre la consorte si trovava di fronte a lui. Per questo il colpo della doppietta (regolarmente detenuta per la passione per la caccia dell'anziano) l'avrebbe raggiunta frontalmente, facendole perdere moltissimo sangue.

Ora l'attenzione si sposta tutta sulle condizioni della signora, che si trova in gravi condizioni all'ospedale dell'Angelo di Mestre, dopo essere stata caricata a bordo dell'elicottero del Suem. Nella mattinata è stata sottoposta a un intervento chirurgico, ma con il passare delle ore il suo quadro clinico si sarebbe fatto meno preoccupante. I carabinieri, invece, hanno messo in sicurezza la zona e stanno cercando di ricostruire la dinamica di quello che appare in tutto e per tutto un tentato omicidio. Il marito è stato portato in caserma per essere ascoltato sulla sua versione dei fatti dal magistrato, dopodiché è stato formalmente arrestato e accompagnato in carcere. In virtù della sua età, è possibile che in sede di convalida il gip possa disporre una forma di reclusione alternativa. Ma per ora è stato deciso per il trasferimento nella casa circondariale, anche per evitare possibili atti autolesionistici. Circa una decina di persone, attirate dal rumore dell'elicottero e dal suono delle sirene, subito dopo i fatti era scesa in strada per capire cosa stesse accadendo.

E' stato proprio il marito, rientrato in sé dopo ciò che aveva combinato, a chiamare i carabinieri chiedendo aiuto. Sul posto, in una villetta singola, dunque i militari sono intervenuti insieme ai medici del 118. I soccorritori hanno trovato la donna in un lago di sangue, ancora cosciente ma naturalmente sotto shock, mentre il marito ha spontaneamente spiegato dove trovare l'arma, ora sotto sequestro. Dopo lo sparo, infatti, l'aveva posizionata su un letto. L'aggressore dopo la telefonata al 112 avrebbe chiesto aiuto anche ai vicini. Consapevole della gravità di quanto aveva combinato. Per tutta la mattinata si sono susseguiti i rilievi della Scientifica, specie per cercare tracce di polvere da sparo sui vestiti e per ricostruire l'accaduto nei dettagli. Del fatto sono stati subito avvisati i due figli della coppia.

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